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Giovedì 24 giugno prossimo (ore 18:30) il libro Omicidio Massone sarà presentato a Padova presso Palazzo Zuckermann, dall’autore Sebastiano Arcoraci, Andrea Colasio (saluti dell’Assessore alla Cultura Comune di Padova), Franco Zago (Edizioni Imprimedia) e da Isabella Zotti in qualità di giornalista-editor del romanzo.

Claudio Gori, direttore di iROGPRESS, ha intervistato Sebastiano Arcoraci per meglio comprendere, per scavare, per confrontare solchi d’animo che penetrano il romanzo. Un romanzo verace, sincero e pregno di valori e significati che, probabilmente, hanno dato frutto anche ad alcune precedenti opere di Arcoraci.

Nino, il protagonista di Omicidio Massone, parte verso il nord, alla vota di nuove mete e nuovi traguardi, oltre il provincialismo della sua amata-odiata isolana patria. I nuovi rigurgiti, la partecipazione attiva alla vita democratica ed i mutamenti internazionali e italiani lo attraggono verso novelli approdi, anche personali.

Dopo un periodo di  completo isolamento ed estraneità nel nuovo mondo del Nord, egli è avvicinato da una confraternita, da una loggia massonica: d’ora in avanti un “nuovo Nino” vivrà una storia con molte tinte “gialle”.

Suicidi strani, storie passionali e intrighi. Un mondo segreto, di fratellanza e di sangue si aprirà agli occhi di Nino che, seppure in grande contrasto con il “vecchio Nino”, riuscirà ad affrancarsi da quel maledetto giogo restituendo, in parte, una nuova e più “pulita realtà sociale” alla comunità ed a se stesso.

Quanto è rappresentativo della sua vita? C’è un filo conduttore la tra sua nuova meta e il passato “isolano”?

Certamente c’è un filo conduttore tra la mia nuova meta ed il mio passato. Essa è il desiderio di cambiare, di evoluzione personale, di conoscere realtà nuove, di scovare nuovi stimoli. Sin dalla gioventù partecipavo al movimento studentesco, in occasione della Riforma dei Decreti Delegati della Scuola. Scoprii il desiderio di essere parte attiva anziché spettatore dei mutamenti; la Riforma prevedeva maggiore partecipazione dei genitori e degli studenti alla vita scolastica; era avviata la partecipazione ai Consigli di Istituto nonché altre novità: non potevo essere un inerte osservatore.

Nino, nel suo immaginario culturale e patriottico, chi o cosa rappresenta se rapportato ad oggi?

Nel mio immaginario culturale egli rappresenta la parte che più amo e che, allo stesso tempo, odio di più per non averla ben compresa o perchè essa stessa, la mia terra, non è stata capace di farsi comprendere dal sottoscritto. La mia terra e le mie origini mi posseggono, mi richiamano e da esse non potrò mai fuggire.

Avrei voluto cambiarla ma, la Sicilia, è impenetrabile con i suoi misteri, le sue tradizioni e costumi, usanze e abitudini innate; complicate da rettificare ma, lo assicuro, estremamente affascinanti, soprattutto per il “turista globale” che trae estasi anche dal richiamo antico, di eterne origini.

La Mafia, fenomeno estremamente differente da altre associazioni criminali come la ’Ndrangheta e la Camorra, o la Sacra Corona Unita, ha proprie regole consolidate e immutabili al punto che, attraverso meccanismi pervasivi, penetra in alcune aree della Regione fino ad una potenziale guida parziale; neppure l’annosa e l’irrefrenata lotta dello Stato sono riuscite ad evitare gli omicidi di Falcone e Borsellino, di molti altri valorosi giornalisti come Peppino Impastato e Beppe Alfano. Tutto ciò, anche da giovane, non lo ho mai accettato ed è un forte ingrediente che ha contribuito a scegliere altrove un mio migliore destino. Forse è mancato un pizzico di coraggio, non lo escludo, ma salda era la mia convinzione che essere un solitario Don Chisciotte non avrebbe rettificato nulla. Spesso mi sono chiesto, nei miei 40 anni di vita nel Nord d’Italia, cosa sarebbe accaduto se tutti i giovani siciliani come me non avessero lasciato la Sicilia, sarebbe mutata la situazione locale? Non ho la presunzione di poter rispondere con certezza.

Lei Arcoraci ha fortissimi legami affettivi con Padova e con la sua amata Sicilia. Quanto c’è nel suo libro di parallelo ai fatti ed eventi, anche recenti, che narra? Quali sono, a suo dire, i “modelli di fratellanza” che cita in Omicidio Massone?

Il legame tra Padova e la Sicilia è vigoroso, eccome, anche verso i modelli di fratellanza. Sono meglio comprensibili nel prologo al romanzo, in cui è esattamente descritto il fenomeno e le origini della Massoneria. Padova e Messina, ad esempio, sono legate da un fil rouge. Pochi sanno che in entrambi le Province il “fenomeno” è  presente, sin dalle origini, e ben rappresentato da numerosi circoli; seppure distanti, in tale senso Padova e Messina presentano molte analogie. Anche il modello di fratellanza si somiglia e si insinua in alcune alte cariche, ad esempio, di alcuni enti e associazioni (e non solo), mediante un solido legame tra “appartenenti” che, consacrati da giuramento, stipulano patti di sangue al fine di aiutarsi l’un l’altro; un loro metodo? Il segreto e la “fraterna” appartenenza.

Nino è coinvolto in un vortice quasi incontrollabile; eppure egli ha una meta finale: un nuovo progetto di vita e Paese. Lei Arcoraci come vorrebbe il Paese Italia? Spesso la cita come Patria. Quali sono, a suo dire, i “modelli di fratellanza” che cita in Omicidio Massone?

Il Modello Italia a cui aspiro da anni non è ad oggi realizzato. Considero l’Italia una giovane democrazia che non ha ancora espresso le proprie risorse migliori. Penso alla Francia, dall’alto concetto di valore della Patria e che, nonostante abbia partorito molte Repubbliche, oggi è una Nazione forte e moderna; essa, al contempo, è liberale, autenticamente democratica ed inclusiva.

Credo sia ineluttabile, per l’Italia, affrontare il delicato tema della Repubblica Presidenziale e del Presidenzialismo, seppure in forma Federalista. Il contrappeso delle Autonomie Locali potrebbe mitigare la forza del Presidenzialismo, completando un quadro costituzionale che ancora oggi si richiama, confusamente, ai padri costituenti; probabilmente, a causa della multiforme espressione partitica dell’epoca, non ebbero il coraggio, o forse non potevano averlo, di compiere scelte più ardite. Dc, Psi, Pci, Repubblicani, Azionisti, Liberali: non poterono che generare una sorta di onorevole compromesso di Costituzione.

La Costituzione Riformata, con la nascita di una nuova Repubblica, potrebbe finalmente porre l’Italia fra le grandi nazioni europee come la Francia e la Germania. Confido nelle nuove generazioni, verso le quali nutro grande fiducia personale, affinchè questo gravoso compito porti ad un nuovo partecipazionismo e senso di cittadinanza attiva.

Profilo Autore

Sebastiano Arcoraci

Sebastiano Arcoraci è nato in Sicilia, a Barcellona Pozzo dei Goti, diplomato all’Istituto tecnico Industriale di Milazzo, si è laureato a Bologna in Giurisprudenza e attualmente vive a Padova Già Assessore alla Pubblica Istruzione alla Provincia di Padova dal 1999 al 2004; si è occupato di Servizi per l’Impiego per Veneto Lavoro.

Ha pubblicato Cronaca di un funerale in Sicilia (Cleup 2015), Testimone a Latere (Editrice Il Torchio 2017), Mafia Light (Cleup 2019), Omicidio Massone ( Edizioni Imprimenda 2020) e il recente Sud e Nord “Viralmente” uniti (Amazon 2021).