«La mia posizione non è cambiata». Il sindaco di Cadoneghe Marco Schiesaro interviene nel dibattito sul futuro del sistema di trasporto rapido nell’area nord-est di Padova e lo fa per distinguere due questioni che, a suo giudizio, sarebbero state sovrapposte: il tracciato dell’infrastruttura e la tecnologia scelta per il sistema SIR.
La presa di posizione arriva dopo la pubblicazione di un articolo su un quotidiano locale. Schiesaro spiega che la comunicazione da cui è nato il confronto non era indirizzata al quotidiano, ma rappresentava una risposta a una richiesta del COMEPA. Secondo il sindaco, il contenuto sarebbe stato successivamente utilizzato per alimentare una discussione sulle sue posizioni storiche in materia di mobilità.
Il primo cittadino di Cadoneghe precisa quindi di voler evitare equivoci e ribadisce che la sua posizione sul sistema di trasporto non sarebbe mutata.
La richiesta del COMEPA e il collegamento con Limena
Nel chiarimento diffuso dal sindaco, la questione nasce innanzitutto dalla richiesta del COMEPA relativa alla possibilità di realizzare un collegamento stradale da via Maestri del Lavoro verso Limena.
Nella stessa comunicazione, Schiesaro afferma di avere chiesto anche la prosecuzione del progetto di collegamento viabilistico previsto nel territorio di Albignasego.
Si tratta, dunque, di un quadro più ampio nel quale il tema del trasporto pubblico viene inserito insieme alle infrastrutture viarie e ai collegamenti tra i diversi territori dell’area metropolitana padovana.
SIR2, la proposta riguarda il prolungamento verso Vigonza
Il punto centrale del chiarimento riguarda però il SIR2. Schiesaro sostiene di non avere proposto un cambiamento della tecnologia, ma una valutazione sul possibile prolungamento del tracciato.
L’ipotesi indicata dal sindaco parte dal collegamento proveniente da Vigonza e prevede di valutare un’estensione oltre l’attuale capolinea, verso la zona industriale di Vigonza, all’altezza dell’Iperlando, per arrivare successivamente fino al confine con Cadoneghe, in corrispondenza della zona indicata come Cadoneghe Storica.
Nel documento citato da Schiesaro, la proposta viene formulata come una possibilità da approfondire e non come una decisione già assunta.
La proposta: collegare area produttiva, residenziale e sistema metropolitano
Il sindaco individua nella possibile estensione una funzione di collegamento tra territori con una significativa presenza produttiva e residenziale.
Secondo la formulazione riportata nella sua nota, il prolungamento consentirebbe di servire un’area considerata strategica e di favorire il collegamento con il sistema metropolitano padovano, offrendo un’alternativa alla mobilità privata.
La prospettiva viene inoltre collegata ad alcune trasformazioni infrastrutturali attese nell’area, tra cui il previsto allargamento della S.R. 308 e il futuro ospedale di Padova.
Si tratta, dunque, di una proposta che Schiesaro presenta soprattutto come valutazione territoriale sul tracciato e sulla capacità dell’infrastruttura di intercettare nuovi bacini di utenza.
«Non ho chiesto il tram a Cadoneghe»
È proprio su questo passaggio che il sindaco vuole mettere un punto fermo.
Schiesaro nega di avere chiesto la realizzazione di una nuova linea del tram nel territorio di Cadoneghe. Nel suo comunicato precisa infatti: «Non ho chiesto “il tram a Cadoneghe”», sostenendo che il sistema in questione debba essere definito Metrobus.
La proposta, nella sua ricostruzione, consiste invece nel valutare il prolungamento dell’attuale SIR2 proveniente da Vigonza fino al confine orientale di Cadoneghe.
La distinzione terminologica si accompagna quindi a quella progettuale: da un lato la tecnologia e le caratteristiche del mezzo, dall’altro il possibile sviluppo del tracciato.
Il tema della mono rotaia e delle infrastrutture nel territorio comunale
Schiesaro collega la propria posizione anche alle conseguenze che, secondo la sua impostazione, avrebbe una soluzione infrastrutturale all’interno di Cadoneghe.
Nel comunicato afferma di voler rendere possibile il collegamento tra Cadoneghe, Vigonza e Padova senza attraversare il territorio comunale con rotaie, catenarie e pali.
Il ragionamento del sindaco si inserisce così nel dibattito più generale che accompagna da tempo le scelte sulla mobilità dell’area padovana: da una parte l’esigenza di potenziare il trasporto pubblico e ridurre il ricorso all’auto privata; dall’altra le valutazioni sull’impatto delle infrastrutture sui territori attraversati.
Una posizione che il sindaco definisce coerente con il passato
Nel suo intervento Schiesaro sottolinea che la proposta sul prolungamento del SIR2 non rappresenterebbe un cambio di orientamento.
«Su questo la mia posizione rimane quella che ho espresso pubblicamente in questi anni», afferma il sindaco, distinguendo ancora una volta la valutazione sul percorso dalla discussione relativa alla tecnologia.
Il punto, nella sua lettura, è quindi evitare che una proposta avanzata nell’interesse del territorio venga interpretata come una modifica delle posizioni precedentemente espresse.
Il confronto sulle infrastrutture resta aperto
Il chiarimento di Schiesaro riporta il confronto su un terreno prevalentemente progettuale: quale tracciato possa garantire i collegamenti più efficaci tra Padova, Vigonza e Cadoneghe e quali infrastrutture siano compatibili con le caratteristiche dei territori coinvolti.
La proposta del sindaco, allo stato delle informazioni contenute nella sua nota, è una richiesta di valutazione e non equivale all’approvazione di un nuovo tracciato.
Resta quindi da capire se e come l’ipotesi potrà essere approfondita dagli enti competenti e se il prolungamento verso la zona industriale di Vigonza e Cadoneghe Storica potrà trovare spazio nella pianificazione della mobilità dell’area metropolitana.
Il dibattito, intanto, continua su due piani distinti: il futuro del SIR e della tecnologia adottata da Padova e, parallelamente, l’eventuale estensione del collegamento verso i territori a nord-est del capoluogo.
Per Schiesaro la linea è netta: non un ripensamento sul sistema, ma una proposta sul suo possibile sviluppo territoriale.





















