Una nuova ondata di tensione nell’exclave
A un mese dallo scoppio della crisi migratoria, la situazione a Ceuta resta tutt’altro che sotto controllo: nuovi scontri sono divampati tra i migranti radunati davanti a un centro di accoglienza temporanea allestito a Loma Colmenar, costringendo la polizia a un intervento in forze.
La dinamica della ressa
Secondo le prime ricostruzioni, centinaia di migranti accampati da settimane nelle strade circostanti premevano per entrare nella struttura, quando una parte di loro avrebbe scavalcato la fila provocando la ressa. Per riportare la calma, gli agenti sono intervenuti sparando alcuni colpi in aria a scopo dissuasivo.
I numeri della crisi secondo Sanchez
Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha fornito alcuni dati sulla vicenda, riferendo che tra il 30 e il 31 luglio erano entrate a Ceuta circa 70mila persone, di cui nove su dieci sarebbero poi tornate in Marocco. Resterebbero attualmente circa 5mila migranti nell’exclave, tra cui 1.500 minorenni.
L’impegno spagnolo per l’accoglienza
Di fronte alla situazione ancora critica, Sanchez ha promesso l’apertura di 6mila nuovi posti di accoglienza, un impegno che si accompagna alla richiesta di maggiore solidarietà da parte degli altri Paesi dell’Unione Europea nella gestione di una crisi che continua a produrre effetti ben oltre i confini della piccola exclave nordafricana.
L’allerta dell’intelligence su nuove possibili azioni
A complicare ulteriormente il quadro, i servizi di intelligence spagnoli avrebbero segnalato la probabilità di nuove “azioni ostili” contro le exclave spagnole in Nord Africa, un avvertimento che mantiene alta la tensione delle autorità di sicurezza sia a Ceuta sia a Melilla nelle prossime settimane.




















