La richiesta di convocare il Consiglio comunale
Il progetto per la realizzazione di un Data Center all’interno della Fiera di Padova entra nel dibattito politico cittadino. A sollecitare un confronto istituzionale è Ubaldo Lonardi, vicepresidente del Consiglio comunale di Padova, che ha indirizzato una richiesta al sindaco e al presidente del Consiglio comunale affinché l’argomento venga inserito all’ordine del giorno di una prossima seduta.
Al centro della questione c’è la prospettiva di realizzare la struttura nell’area attualmente occupata dal padiglione 6, nell’ambito di uno degli ultimi piani di investimento adottati da Padova Hall.
Secondo Lonardi, il progetto sarebbe stato illustrato nelle sue linee generali anche nel corso di una recente commissione consiliare.
«Strutture utili nell’epoca dell’intelligenza artificiale»
Nella sua comunicazione, Lonardi parte dal riconoscimento dell’utilità strategica dei Data Center nell’attuale fase di sviluppo dell’intelligenza artificiale e della crescente digitalizzazione.
La questione sollevata dall’esponente dell’opposizione riguarda però le conseguenze che una struttura di questo tipo può comportare sotto il profilo energetico e ambientale.
In particolare, Lonardi richiama l’attenzione sui consumi di energia e sulla produzione di calore associati ai Data Center, sostenendo che questi aspetti meritino una valutazione approfondita anche in relazione al luogo nel quale la struttura dovrebbe essere realizzata.
La localizzazione al centro della discussione
È soprattutto la localizzazione all’interno della Fiera di Padova a suscitare le perplessità espresse da Lonardi.
Secondo il vicepresidente del Consiglio comunale, la posizione prevista per il Data Center sarebbe particolarmente vicina ad alcune delle principali strutture del quartiere fieristico: il Centro Congressi, gli altri padiglioni, in particolare i padiglioni 7 e 8, e l’area nella quale è previsto un hotel da 250 camere.
Per Lonardi, proprio la collocazione della struttura rende necessario un esame approfondito da parte dell’intero Consiglio comunale.
Il nodo del coinvolgimento del Consiglio comunale
Un altro elemento evidenziato nella lettera riguarda il percorso decisionale.
Lonardi sostiene che il Consiglio comunale non sia stato ufficialmente coinvolto nella decisione assunta dal Consiglio di amministrazione di Padova Hall relativa alla realizzazione del Data Center in Fiera.
Da qui la richiesta di portare il progetto in aula, consentendo ai diversi gruppi politici di conoscere tutti gli elementi necessari e assumere una posizione pubblica sulla scelta.
I 5 milioni della Regione Veneto
Nella sua comunicazione, Lonardi richiama anche il contributo della Regione Veneto, quantificato in 5 milioni di euro.
Secondo quanto sostiene il vicepresidente del Consiglio comunale, la partecipazione regionale al progetto sarebbe collegata alla realizzazione del Data Center e non specificamente alla sua collocazione all’interno della Fiera di Padova.
Si tratta, nella prospettiva indicata da Lonardi, di un elemento che potrebbe consentire di valutare anche eventuali alternative rispetto all’attuale localizzazione.
«Ogni forza politica possa assumersi le proprie responsabilità»
La richiesta rivolta al sindaco e al presidente del Consiglio comunale è quindi quella di calendarizzare l’argomento in una delle prossime sedute del Consiglio.
L’obiettivo indicato è quello di mettere tutte le forze politiche nelle condizioni di esaminare il progetto disponendo delle informazioni necessarie, prima di assumere una posizione.
La discussione, nelle intenzioni di Lonardi, dovrebbe riguardare non soltanto l’opportunità di realizzare un Data Center a Padova, ma anche dove collocarlo e quali conseguenze possa comportare la scelta della Fiera.
Il tema si inserisce così nel più ampio confronto sul futuro dell’area fieristica, sulle infrastrutture digitali e sulle esigenze energetiche legate allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
Al momento, la richiesta avanzata da Lonardi rappresenta una sollecitazione politica e istituzionale ad aprire il confronto in Consiglio comunale. Spetterà agli organi competenti valutare la calendarizzazione della discussione e le modalità con cui approfondire il progetto.




















