L’avvio del SIR 2 di Padova torna al centro del dibattito cittadino. A riaccendere l’attenzione sul progetto è Liliana Gori, presidente dell’Associazione No Rotaie di Padova, che richiama le notizie pubblicate dal Corriere del Veneto nelle edizioni del 22 e 23 agosto e chiede all’Amministrazione comunale e ai soggetti competenti maggiore chiarezza sullo stato dell’opera.
Al centro della posizione dell’associazione ci sono soprattutto i tempi di consegna dei mezzi, la disponibilità dei tram necessari per l’avvio del servizio e il rapporto tra il cronoprogramma annunciato e lo stato effettivo delle infrastrutture.
La Gori precisa che non si tratta, secondo l’associazione, di una questione sollevata soltanto oggi: «Da anni abbiamo portato all’attenzione pubblica documenti e informazioni acquisiti attraverso gli strumenti di accesso agli atti».
SIR 2, No Rotaie: «I tempi di consegna sono ancora una questione aperta»
Secondo la presidente di No Rotaie, le informazioni recentemente riportate dalla stampa riportano al centro dell’attenzione alcune delle criticità che l’associazione sostiene di aver evidenziato nel corso degli ultimi anni.
Il punto, sottolinea la Gori, non sarebbe quello di attribuire responsabilità personali, ma di ottenere un quadro aggiornato e documentato sull’avanzamento del progetto.
«Riteniamo doveroso porre alcune domande», afferma la presidente, precisando che le valutazioni dell’associazione vengono formulate «senza pregiudizi e senza attribuire responsabilità che dovranno eventualmente essere accertate nelle sedi competenti».
Quanti tram saranno effettivamente disponibili?
Una delle principali domande riguarda il numero di mezzi che saranno concretamente disponibili per il servizio.
L’associazione chiede di conoscere il quadro effettivo delle consegne, ma anche quali siano i tempi realistici per raggiungere una disponibilità di tram considerata sufficiente a garantire il servizio annunciato.
La questione si intreccia inoltre con la gestione dei mezzi già impiegati sulle altre linee e con quelli interessati dagli interventi di revamping, cioè dagli interventi di rinnovo e ammodernamento.
Il nodo del cronoprogramma del SIR 2
Per No Rotaie, uno dei principali interrogativi riguarda la sostenibilità del calendario previsto per l’entrata in servizio del SIR 2.
La domanda posta dalla Gori è diretta: «Il calendario annunciato per l’entrata in servizio del SIR 2 è ancora sostenibile sulla base dello stato effettivo delle infrastrutture e dei mezzi disponibili?»
Una domanda che, secondo l’associazione, deve essere valutata alla luce di una serie di elementi concreti.
Tra questi vengono indicati la presenza di cantieri ancora aperti, infrastrutture da completare, il deposito non ancora ultimato e una disponibilità di mezzi SIR 2 che, sulla base delle informazioni rese pubbliche richiamate dall’associazione, appare ancora limitata rispetto alle esigenze di un servizio pienamente operativo.
Mezzi nuovi e revamping: come sarà organizzato il servizio?
Un ulteriore tema sollevato riguarda il rapporto tra i nuovi tram destinati al SIR 2 e gli interventi di revamping sui mezzi già in servizio.
L’associazione chiede in particolare come verrà garantita la disponibilità complessiva della flotta durante il periodo necessario agli interventi di rinnovo.
Si tratta di un aspetto che, secondo No Rotaie, dovrebbe essere chiarito nell’ambito di un quadro complessivo della programmazione del servizio, soprattutto in vista dell’entrata in funzione della nuova linea.
Contratti, consegne e possibili penali
Tra le richieste avanzate dall’associazione figura anche quella relativa ai tempi contrattuali e alle eventuali conseguenze previste in caso di ritardi.
No Rotaie chiede infatti di conoscere:
- lo stato delle consegne dei mezzi;
- i tempi contrattuali e gli eventuali aggiornamenti;
- le eventuali penali previste;
- l’eventuale applicazione delle penali;
- lo stato dei cantieri;
- il completamento delle infrastrutture;
- lo stato del deposito;
- il numero effettivo di mezzi disponibili;
- il cronoprogramma aggiornato per l’entrata in servizio del SIR 2.
L’obiettivo dichiarato è ottenere informazioni verificabili e aggiornate, evitando che il dibattito sul progetto rimanga confinato alle contrapposizioni politiche o alle dichiarazioni di parte.
No Rotaie: «Vogliamo che siano i documenti a parlare»
È questo, secondo Liliana Gori, il punto centrale della posizione dell’associazione.
«Non vogliamo fare profezie. Non vogliamo sostituirci agli enti competenti. Non vogliamo alimentare polemiche personali», afferma la presidente.
La richiesta è invece quella di permettere ai cittadini di conoscere «fatti, documenti, scadenze e numeri» relativi a un’opera pubblica destinata ad avere un impatto significativo sulla mobilità padovana.
L’associazione richiama gli accessi agli atti
No Rotaie sottolinea inoltre che le proprie osservazioni sono state formulate, quando disponibili, sulla base di documentazione ufficiale e atti acquisiti attraverso gli strumenti di accesso agli atti.
Da qui la rivendicazione di un metodo basato sulla consultazione della documentazione amministrativa.
«Non chiediamo di essere creduti sulla parola. Chiediamo che siano i documenti e i fatti a parlare», sostiene la Gori.
La richiesta di maggiore trasparenza sul progetto
La posizione dell’Associazione No Rotaie si traduce quindi in una richiesta di maggiore trasparenza e aggiornamento pubblico sullo stato del SIR 2.
L’associazione chiede che Amministrazione comunale e soggetti competenti forniscano un quadro complessivo che consenta ai cittadini di comprendere a che punto siano i lavori, quale sia la situazione dei mezzi e quali siano le tempistiche realistiche per l’avvio del servizio.
Una richiesta che riguarda un progetto di mobilità destinato a incidere profondamente sull’organizzazione della viabilità e del trasporto pubblico della città.
«La trasparenza è un dovere nei confronti dei cittadini»
La presidente di No Rotaie conclude ribadendo l’intenzione dell’associazione di continuare a utilizzare gli strumenti previsti dalla legge per ottenere informazioni e documentazione.
La richiesta, nelle parole della Gori, è che sulla realizzazione del SIR 2 prevalgano dati verificabili, documenti ufficiali e informazioni aggiornate.
Perché, sottolinea l’associazione, «su un’opera pubblica di questa portata, la totale o maggiore trasparenza non è una polemica: è un dovere nei confronti dei cittadini».




















