Mestre, presidio contro il progetto della moschea nell’area dell’ex segheria Rosso
Tensione politica e mobilitazione militante a Mestre nella serata di ieri venerdì 6 marzo. Alcuni attivisti del movimento politico Forza Nuova hanno organizzato un presidio in via Giustizia, davanti all’area dell’ex segheria Rosso, per protestare contro il progetto di realizzazione di una moschea da circa 1500 posti promossa dalla comunità bengalese locale.
L’iniziativa è stata presentata dagli organizzatori come una manifestazione di dissenso rispetto a quello che definiscono un intervento destinato a cambiare l’equilibrio sociale e urbano del quartiere.
Secondo quanto dichiarato dagli esponenti del movimento, il presidio ha avuto l’obiettivo di richiamare l’attenzione delle istituzioni sul futuro dell’area, da tempo segnata – secondo i manifestanti – da problemi di degrado e abbandono.
Le critiche di Forza Nuova al progetto del centro islamico
Tra i promotori della protesta c’erano Rudi Favaro, coordinatore provinciale di Forza Nuova Venezia, e Luca Leardini, coordinatore regionale di Forza Nuova Veneto.
Favaro ha espresso una forte contrarietà al progetto, sostenendo che l’iniziativa rappresenterebbe un cambiamento significativo per il quartiere.
«Questa non è una semplice struttura religiosa – ha dichiarato – ma un progetto che rischia di incidere profondamente sull’identità e sull’equilibrio del territorio».
Nel corso dell’intervento, Favaro ha inoltre criticato alcune forze politiche nazionali e locali, accusandole di non aver affrontato per tempo la questione urbanistica e sociale dell’area.
Il dibattito politico e il ruolo della comunità bengalese
Al centro delle polemiche vi è anche la figura di Prince Howlader, rappresentante della comunità bengalese coinvolta nel progetto e indicato dai manifestanti come uno dei promotori dell’iniziativa.
Secondo quanto riferito dagli esponenti di Forza Nuova, la presenza di Howlader nel coordinamento locale di Fratelli d’Italia solleverebbe un tema politico sul rapporto tra identità nazionale e gestione delle comunità straniere nel territorio.
Le dichiarazioni hanno riacceso il confronto tra le diverse forze politiche sulla gestione dei luoghi di culto e sull’integrazione delle comunità immigrate.
Sicurezza urbana e riqualificazione del quartiere
Nel corso della protesta, il coordinatore regionale Luca Leardini ha collegato la questione del progetto della moschea alla più ampia tematica della sicurezza e della riqualificazione urbana.
Secondo il dirigente del movimento, la priorità dovrebbe essere quella di intervenire sul recupero dell’area e sul rafforzamento della presenza dello Stato.
«Il degrado non si combatte con soluzioni emergenziali – ha affermato – ma con politiche di sicurezza, presenza istituzionale e riqualificazione degli spazi pubblici».
Un tema che divide la città
Il progetto della moschea nell’area dell’ex segheria Rosso continua quindi a rappresentare uno dei temi più divisivi nel dibattito cittadino a Mestre e nell’area metropolitana di Venezia.
Da un lato vi sono le esigenze di spazi religiosi e culturali per le comunità straniere presenti nel territorio; dall’altro emergono preoccupazioni legate all’impatto urbanistico, sociale e identitario del progetto.
Il confronto politico e istituzionale sul futuro dell’area appare destinato a proseguire anche nelle prossime settimane.























