Festival di Sanremo 2026: emozioni, pace e standing ovation all’Ariston
È Sal Da Vinci il vincitore del Festival di Sanremo 2026. Con il brano “Per sempre sì”, il cantattore partenopeo conquista pubblico e giuria, al termine di una finale intensa e carica di emozioni. Secondo posto per Sayf con “Tu mi piaci tanto”, terza Ditonellapiaga, quarta Arisa, mentre al quinto posto si classificano Fedez e Marco Masini.
All’annuncio della vittoria, Sal Da Vinci è scoppiato in lacrime: “Grazie di cuore a tutti. Non capisco niente. Dedico questo premio alla mia famiglia e alla mia città, Napoli.”
L’appello alla pace di Carlo Conti
La serata finale si è aperta con un momento solenne. Il conduttore Carlo Conti ha lanciato un appello alla pace dal palco dell’Ariston, invitando a non dimenticare i conflitti in corso nel mondo.
“Viviamo una contraddizione: celebriamo la musica ma non possiamo ignorare quanto accade nel mondo. Lavoriamo per proteggere i bambini, soprattutto nelle zone di guerra.” Un messaggio accolto dal pubblico con un coro spontaneo: “Pace, pace, pace”.
Emozioni e spettacolo: da Renga a Nino Frassica
Ad aprire la gara dei 30 Big è stato Francesco Renga con “Il meglio di me”. Grande protagonista della serata anche Nino Frassica, che ha conquistato il pubblico con ironia e un esilarante “decalogo del vero conduttore”, tra battute e parrucche eccentriche.
Momenti di forte commozione hanno segnato la finale in cui Sayf e Samurai Jay hanno invitato le loro madri sul palco per un ballo simbolico, Serena Brancale ha indossato un abito appartenuto alla madre scomparsa, ricevendo una standing ovation; Raf ha dedicato la sua esibizione alla moglie presente in platea.
Sal Da Vinci: una carriera tra musica, teatro e cinema
La vittoria di Sal Da Vinci rappresenta il coronamento di una carriera iniziata da giovanissimo. Figlio d’arte, debutta nel 1976 incidendo con il padre “Miracolo ‘e Natale”. Negli anni successivi si divide tra teatro, cinema e musica, fino alla consacrazione sul palco dell’Ariston.
Il suo successo a Sanremo 2026 segna il trionfo di una lunga gavetta e di un artista che ha saputo unire tradizione napoletana e contemporaneità.























