{"id":4221,"date":"2016-10-07T13:34:04","date_gmt":"2016-10-07T11:34:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.irog.it\/?p=4221"},"modified":"2016-10-07T13:34:04","modified_gmt":"2016-10-07T11:34:04","slug":"limpressionismo-di-zandomeneghi-100-opere-a-padova-in-palazzo-zabarella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.irog.it\/?p=4221","title":{"rendered":"L\u2019IMPRESSIONISMO DI ZANDOMENEGHI, 100 OPERE A PADOVA IN PALAZZO ZABARELLA"},"content":{"rendered":"<p><strong>100 opere<\/strong> a cento anni dalla scomparsa del pittore <strong>Federico Zandomeneghi<\/strong> (Venezia 1841 \u2013 Parigi 1917) esposta a Padova, Palazzo Zabarella, per ricorstruire la vicenda artistica di un protagonista di una stagione straordinaria della pittura italiana ed europea dell\u2019Ottocento.<\/p>\n<p>Pittore della vita moderna, Federico Zandomeneghi \u00e8 stato sulla scintillante scena parigina, tra \u2018800 e \u2018900, il cantore della donna emancipata, rappresentata nei vari momenti della quotidianit\u00e0, dal rito della toilette alla passeggiate al Bois, dalla lettura alle serate mondane a teatro.<\/p>\n<p>Al maestro veneziano, Palazzo Zabarella di Padova dedica, a cento anni dalla sua scomparsa, una grande antologica dal 1\u00b0 ottobre 2016 al 29 gennaio 2017.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione, curata da Francesca Dini e Fernando Mazzocca, promossa dalla Fondazione Bano, presenta 100 opere tra dipinti a olio e pastelli, provenienti da importanti e prestigiose istituzioni pubbliche (tra cui la Galleria d\u2019arte moderna di Palazzo Pitti di Firenze, la Galleria d&#8217;Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza, il Museo Civico di Palazzo Te di Mantova, la Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna di Roma, la Galleria Internazionale d\u2019Arte Moderna di Ca\u2019 Pesaro a Venezia) e da esclusive raccolte private italiane, inglesi, francesi e svizzere, che ripercorrono, fin dai suoi esordi, la straordinaria carriera di Zandomeneghi, testimone e protagonista principale del passaggio da un realismo impegnato, con quadri di denuncia sociale, a una pittura che ha saputo interpretare in maniera molto personale le novit\u00e0 dell\u2019Impressionismo.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.irog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Gallery-Zandomeneghi_14.jpg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-4223 size-large aligncenter\" src=\"http:\/\/www.irog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Gallery-Zandomeneghi_14-1024x576.jpg\" alt=\"L\u2019IMPRESSIONISMO DI ZANDOMENEGHI, 100 OPERE A PADOVA IN PALAZZO ZABARELLA - www.irog.it\" width=\"1024\" height=\"576\" srcset=\"https:\/\/www.irog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Gallery-Zandomeneghi_14-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.irog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Gallery-Zandomeneghi_14-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.irog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Gallery-Zandomeneghi_14-750x422.jpg 750w, https:\/\/www.irog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Gallery-Zandomeneghi_14.jpg 1366w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u201c<em>Dopo le due grandi mostre dedicate nel 2005 a Boldini e nel 2013 a De Nittis<\/em> &#8211; afferma Federico Bano, presidente della Fondazione Bano &#8211; <em>era giunto il momento per Palazzo Zabarella, proprio in coincidenza con il centenario della morte avvenuta nel 1917 e il ventesimo anniversario di attivit\u00e0 della Fondazione Bano, di realizzare una rassegna sul terzo degli italiani a Parigi, il veneziano Federico Zandomeneghi che, pi\u00f9 degli altri due, ha saputo inserirsi nel clima sperimentale della capitale francese. Zand\u00f2, come veniva familiarmente chiamato dai suoi amici francesi, fu il solo italiano a fare parte del gruppo, partecipando alle loro mostre alternative a quelle dei Salon ufficiali. Anche l\u2019intransigente Roberto Longhi, gli riconosceva il merito di essere l\u2019unico degli italiani a poter essere inserito tra gli Impressionisti<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Attraverso uno stile inconfondibile e un uso raffinatissimo della tecnica, tanto a olio che a pastello, Zandomeneghi ha fissato sulla tela, le fisionomie, i gesti, il fascino della Belle \u00c9poque, creando l\u2019immaginario femminile della donna parigina. Di Parigi, la citt\u00e0 che lo accolse e lo vide protagonista con Giovanni Boldini e Giuseppe De Nittis della triade degli <em>Italiens de Paris,<\/em> seppe cogliere il fascino e le atmosfere uniche delle sue piazze, dei boulevard, della vita mondana che si svolgeva nei caff\u00e8 e nei teatri.<\/p>\n<p>Il percorso espositivo, iniziando dai quadri realisti degli esordi, fa riscoprire un vero talento e una personalit\u00e0 artistica finora non adeguatamente valorizzati, attraverso dipinti in gran parte sconosciuti al grande pubblico.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.irog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Gallery-Zandomeneghi_12.jpg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-4224 size-large aligncenter\" src=\"http:\/\/www.irog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Gallery-Zandomeneghi_12-1024x576.jpg\" alt=\"L\u2019IMPRESSIONISMO DI ZANDOMENEGHI, 100 OPERE A PADOVA IN PALAZZO ZABARELLA - www.irog.it\" width=\"1024\" height=\"576\" srcset=\"https:\/\/www.irog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Gallery-Zandomeneghi_12-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.irog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Gallery-Zandomeneghi_12-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.irog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Gallery-Zandomeneghi_12-750x422.jpg 750w, https:\/\/www.irog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Gallery-Zandomeneghi_12.jpg 1366w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Federico Zandomeneghi \u00e8 stato un figlio d\u2019arte: Il nonno Luigi era stato intimo di Canova e il padre Pietro aveva realizzato il grandioso <em>Monumento di Tiziano <\/em>nella basilica dei Frari a Venezia. Fuggito da Venezia per evitare di essere arruolato nell\u2019esercito austriaco, trascorre gli anni tra il 1865 e il 1874, precedenti il suo definitivo trasferimento a Parigi, tra Venezia e Firenze, dove si fanno sempre pi\u00f9 intensi i suoi rapporti con i Macchiaioli. Il dipinto pi\u00f9 significativo per quanto riguarda la condivisione delle esperienze della \u201cmacchia\u201d \u00e8 <strong><em>Palazzo Pretorio<\/em><\/strong> eseguito a Firenze nel 1865. Altra opera fondamentale di questa felice stagione \u00e8 <strong><em>Impressioni di Roma<\/em><\/strong>, capolavoro giovanile e vertice della sua produzione d\u2019ispirazione sociale, che ritrae una scena in cui una schiera di mendicanti sui gradini del convento di San Gregorio al Celio \u00e8 intenta a consumare il pasto offerto loro in beneficenza.<\/p>\n<p>La mostra ripercorre soprattutto i suoi trascorsi a Parigi, citt\u00e0 in cui Zandomeneghi si trasferisce dal 1874 e dove entra in contatto con gli Impressionisti, in particolare Degas e Renoir, inserendosi da protagonista, insieme a De Nittis e Boldini, in quella straordinaria officina della cosiddetta \u201cpittura della vita moderna\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.irog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Gallery-Zandomeneghi_09.jpg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-4225 size-large aligncenter\" src=\"http:\/\/www.irog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Gallery-Zandomeneghi_09-1024x576.jpg\" alt=\"L\u2019IMPRESSIONISMO DI ZANDOMENEGHI, 100 OPERE A PADOVA IN PALAZZO ZABARELLA - www.irog.it\" width=\"1024\" height=\"576\" srcset=\"https:\/\/www.irog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Gallery-Zandomeneghi_09-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.irog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Gallery-Zandomeneghi_09-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.irog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Gallery-Zandomeneghi_09-750x422.jpg 750w, https:\/\/www.irog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Gallery-Zandomeneghi_09.jpg 1366w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La partecipazione alle collettive degli Impressionisti del 1879, 1880, 1881 e 1886, rafforz\u00f2 il suo legame con il gruppo, soprattutto con Pissarro, Degas e, in un secondo tempo, con Toulouse-Lautrec. Questo decennio, di fondamentale importanza per la sua carriera, si era inaugurato con un\u2019opera che rimane tra i suoi maggiori capolavori ed \u00e8 emblematica della sua adesione all\u2019Impressionismo. Si tratta della grande veduta di <strong><em>Place d\u2019Anvers<\/em><\/strong> realizzata nel 1880 ed esposta l\u2019anno successivo alla sesta collettiva degli Impressionisti. La veloce pennellata impressionista e il ricorso alle ombre colorate ricordano Renoir, ma la stesura cromatica a puntini sembra addirittura anticipare certe soluzioni divisioniste di Seurat. Questa audace indagine degli spazi urbani parigini, dove ambienta istanti di vita quotidiana, ritorna in quegli stessi anni in altre opere come <strong><em>Place du Tertre<\/em><\/strong> e <strong><em>Scena di strada a Parigi con gente che beve a una fontana \u201cWallace\u201d<\/em><\/strong>. La ricerca di scorci inediti diventa ancor pi\u00f9 evidente nel <strong><em>Moulin de la Galette<\/em><\/strong> in cui riprendeva, da un\u2019angolazione insolita, l\u2019ingresso di uno dei locali da ballo parigini pi\u00f9 famosi dell\u2019epoca, mentre in <strong><em>Casetta a Montmartre<\/em><\/strong>, <strong><em>Periferia di Parigi<\/em><\/strong> e <strong><em>Paysage<\/em><\/strong> si ritrovano angoli pi\u00f9 anonimi, ma anche una sorprendente sensibilit\u00e0 per la pittura <em>en plein air <\/em>in un genere, come il paesaggio, da lui poco praticato.<\/p>\n<p>Ma la rappresentazione della vita moderna si concentrava in particolare sugli interni, con le piccole scene di nudo femminile dove si confrontava con Boldini, Degas e Renoir, o con la ricerca sulla singola figura come ne <strong><em>La cuisini\u00e8re<\/em><\/strong><em>. <\/em>Questo motivo ripreso dalla realt\u00e0 quotidiana e apparentemente privo di interesse proprio per la sua dimensione ordinaria \u00e8 pervaso da un sentimento di intimit\u00e0 domestica resa attraverso una sorta di pacata solennit\u00e0 e nella lentezza concentrata del gesto.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.irog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Gallery-Zandomeneghi_11.jpg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-4226 size-large aligncenter\" src=\"http:\/\/www.irog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Gallery-Zandomeneghi_11-1024x576.jpg\" alt=\"L\u2019IMPRESSIONISMO DI ZANDOMENEGHI, 100 OPERE A PADOVA IN PALAZZO ZABARELLA - www.irog.it\" width=\"1024\" height=\"576\" srcset=\"https:\/\/www.irog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Gallery-Zandomeneghi_11-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.irog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Gallery-Zandomeneghi_11-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.irog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Gallery-Zandomeneghi_11-750x422.jpg 750w, https:\/\/www.irog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Gallery-Zandomeneghi_11.jpg 1366w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Ma dove Zandomeneghi raggiunse la maggiore intensit\u00e0 nella rappresentazione delle scene e delle atmosfere della moderna vita parigina \u00e8 la serie ambientata al caff\u00e8, composta da tre dipinti straordinari come <strong><em>Al caff\u00e8<\/em><\/strong>, <strong><em>Al caff\u00e8 Nouvelle Ath\u00e8nes<\/em><\/strong> e <strong><em>Coppia al caff\u00e8<\/em><\/strong><em>, <\/em>vera espressione della sua massima adesione alla pittura impressionista e tra gli esiti pi\u00f9 originali delle sue sperimentazioni. In particolare, <em>Al caff\u00e8 Nouvelle Ath\u00e8nes <\/em>il pittore raffigura se stesso di spalle, ma con il volto che si riflette nello specchio sullo sfondo, mentre conversa con Suzanne Valadon, musa di molti impressionisti come Degas, Renoir, Toulouse-Lautrec, e a sua volta pittrice e madre di Maurice Utrillo.<\/p>\n<p>Il percorso della mostra si concentra quindi sul periodo compreso tra l\u2019ultimo decennio dell\u2019Ottocento e nei primi anni del nuovo secolo, in cui Zandomenghi consolidava sempre di pi\u00f9 la sua posizione originale all\u2019interno del movimento impressionista, diventando l\u2019interprete della nuova sensibilit\u00e0 femminile e di atmosfere mondane, qui testimoniata da opere come <strong><em>La toilette<\/em><\/strong>, <strong><em>Il ricciolo<\/em><\/strong> e <strong><em>Il risveglio<\/em><\/strong>, in cui le donne protagoniste vengono audacemente sorprese in pose di un\u2019assorta intimit\u00e0, o da altre come <strong><em>Allo specchio<\/em><\/strong>, <strong><em>L\u2019ultima occhiata<\/em><\/strong>, <strong><em>Il giubbetto rosso<\/em><\/strong> e <strong><em>Colloquio al tavolino<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Uno dei vertici della sua pittura di questi anni \u00e8 <strong><em>La Terrasse<\/em><\/strong>, dove restituisce in tutta la sua vivacit\u00e0 una emblematica <em>tranche de vie parisien<\/em>. Si tratta di una delle sue opere pi\u00f9 originali e sperimentali per una complessit\u00e0 compositiva che ricorda le affollate scene all\u2019aperto di Renoir, ma anche i tipici tagli di Degas, resi con una capacit\u00e0 d\u2019indagine che si sofferma sui dettagli come le nature morte di bicchieri e bottiglie sui tavolini, le sedie, gli alberi del boulevard sullo sfondo.<\/p>\n<p>La rassegna si inoltra nella sua stagione pi\u00f9 matura, dove Zandomeneghi affronta un motivo particolarmente seducente come quello del rapporto tra la figura e la natura morta di fiori, allora trattato da pittori quali Van Gogh, che si trova declinato a partire da <strong><em>La f<\/em><\/strong><strong><em>\u00ea<\/em><\/strong><strong><em>te<\/em><\/strong> o ne <strong><em>La fioraia di Montmartre<\/em><\/strong><em>, <\/em>o anche in <strong><em>Deux jeuene filles arrangeant des fleurs<\/em><\/strong>, <strong><em>Femme arrangeant des fleurs<\/em><\/strong><em>,<\/em> e si chiude con <strong><em>Matin\u00e9e musicale<\/em><\/strong>, forse il capolavoro finale di Zandomeneghi, eseguito per Durand-Ruel, il mercante degli Impressionisti che \u00e8 stato il suo grande sostenitore.<\/p>\n<div id='gallery_1' class='gallery galleryid-4221 gallery-columns-4 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n                <div class='gallery-icon landscape'>\n                    <a href='https:\/\/www.irog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Gallery-Zandomeneghi_01.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail lazyload\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.irog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Gallery-Zandomeneghi_01-150x150.jpg\" data-sizes=\"auto\" data-srcset=\"\" data-expand=\"700\" \/><\/a>\n                <\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n                <div class='gallery-icon landscape'>\n                    <a href='https:\/\/www.irog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Gallery-Zandomeneghi_02.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail lazyload\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.irog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Gallery-Zandomeneghi_02-150x150.jpg\" data-sizes=\"auto\" data-srcset=\"\" data-expand=\"700\" \/><\/a>\n                <\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n                <div class='gallery-icon landscape'>\n                    <a href='https:\/\/www.irog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Gallery-Zandomeneghi_03.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail lazyload\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.irog.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Gallery-Zandomeneghi_03-150x150.jpg\" data-sizes=\"auto\" data-srcset=\"\" data-expand=\"700\" \/><\/a>\n                <\/div><\/figure><figure 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style='clear: both' \/>\n            <\/div>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<pre>Foto della mostra da noi scattate per gentile concessione degli organizzatori. Fonte del testo: comunicato stampa.<\/pre>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>100 opere a cento anni dalla scomparsa del pittore Federico Zandomeneghi (Venezia 1841 \u2013 Parigi 1917) esposta a Padova, Palazzo Zabarella, per ricorstruire la vicenda artistica di un protagonista di una stagione straordinaria della pittura italiana ed europea dell\u2019Ottocento. 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