{"id":36654,"date":"2026-09-26T11:21:36","date_gmt":"2026-09-26T09:21:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.irog.it\/?p=36654"},"modified":"2026-09-26T11:26:32","modified_gmt":"2026-09-26T09:26:32","slug":"padova-out-of-frame-apre-allex-macello-29-artisti-per-guardare-oltre-gli-stereotipi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.irog.it\/?p=36654","title":{"rendered":"PADOVA, \u201cOUT OF FRAME\u201d APRE ALL\u2019EX MACELLO: 29 ARTISTI PER GUARDARE OLTRE GLI STEREOTIPI"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.irog.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image-3.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"726\" height=\"1011\" src=\"https:\/\/www.irog.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image-3.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-36662\" style=\"width:177px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.irog.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image-3.png 726w, https:\/\/www.irog.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image-3-215x300.png 215w\" sizes=\"auto, (max-width: 726px) 100vw, 726px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Dal 26 settembre al 18 ottobre va in scena a Padova, \u201cOUT OF FRAME\u201d, la mostra collettiva di arte contemporanea che riunisce 29 artisti per mettere in crisi le etichette con cui definiamo i corpi e le persone. Un progetto nato dall&#8217;esperienza di Filippo Arnaudo, che convive dalla nascita con la distrofia muscolare e promosso dalla Fondazione La Miglior Vita Possibile.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 una differenza tra guardare una persona e guardare prima di tutto la sua disabilit\u00e0. <strong>Filippo Arnaudo<\/strong> questa differenza la conosce bene. Ha 26 anni, convive con una distrofia muscolare e nel corso della sua vita si \u00e8 trovato spesso davanti a sguardi, parole e giudizi che rischiavano di raccontarlo attraverso una sola caratteristica: la sua malattia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Filippo studia Conservazione e Gestione dei Beni Culturali a Venezia ed \u00e8 seguito da anni dal Centro di Cure Palliative Pediatriche \u2013 Hospice Pediatrico di Padova. Nel suo percorso le cure hanno significato anche essere accompagnato, insieme alla famiglia, nella possibilit\u00e0 di studiare, viaggiare, coltivare passioni e costruire progetti per il futuro. Uno di quei progetti era lavorare nel campo dell\u2019arte. Oggi quel sogno prende forma in una mostra, grazie alla collaborazione con la Fondazione La Miglior Vita Possibile e il Comune di Padova.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.irog.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image-4.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"723\" height=\"1000\" src=\"https:\/\/www.irog.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image-4.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-36665\" style=\"width:179px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.irog.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image-4.png 723w, https:\/\/www.irog.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image-4-217x300.png 217w\" sizes=\"auto, (max-width: 723px) 100vw, 723px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal <strong>26 settembre al 18 ottobre 2026<\/strong>, negli spazi della <strong>Cattedrale<\/strong> <strong>Ex Macello di Padova<\/strong>, prende vita <strong>OUT OF FRAME<\/strong>, la mostra collettiva di arte contemporanea che Filippo ha ideato e curato e che riunir\u00e0 29 artiste e artisti, con disabilit\u00e0 e sguardi diversi sul mondo, sull\u2019io e sull\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mostra, che ha avuto il patrocino della Regione Veneto, della Provincia di Padova, e del Centro Servizio Volontariato di Padova e Rovigo \u00e8 promossa, in collaborazione con il Comune di Padova, dalla Fondazione la Miglior Vita Possibile, con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Unimed, Tapu Singolare, Henoto e Galileo Ristorazione. \u00a0\u201cOut of frame\u201d si inserisce pienamente nella missione della Fondazione, impegnata a promuovere la cultura delle cure palliative pediatriche e una concezione della cura fondata sulla dignit\u00e0, sull\u2019inclusione e sul diritto di ogni bambino e persona a vivere la miglior vita possibile. Un impegno che incontra anche il tema della diversit\u00e0 e della disabilit\u00e0, intese non come limite o condizione da raccontare in chiave assistenziale, ma come parte della pluralit\u00e0 delle esperienze umane e delle prospettive con cui guardare il mondo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Fuori dalla cornice, Oltre la retorica della disabilit\u00e0<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il concetto da cui parte il progetto artistico \u00e8 semplice. Quando guardiamo una fotografia o un quadro, la cornice (<em>frame<\/em>) decide che cosa possiamo vedere: ci\u00f2 che sta dentro entra nell\u2019immagine, ci\u00f2 che sta fuori scompare dal nostro sguardo. Secondo Arnaudo qualcosa di simile accade anche nella vita. Le categorie con cui siamo abituati a definire le persone \u2013 normale o diverso, abile o disabile, conforme o fuori dagli schemi \u2013 possono diventare delle cornici. Ci aiutano a classificare la realt\u00e0, ma rischiano anche di impedirci di vedere tutto ci\u00f2 che una persona \u00e8 oltre quella definizione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 da qui che viene il titolo OUT OF FRAME, \u201cfuori dalla cornice\u201d. La mostra invita a provare a spostare quella cornice, a guardare ci\u00f2 che normalmente rimane fuori e soprattutto a domandarsi chi abbia deciso dove debba passare il confine tra ci\u00f2 che consideriamo normale e ci\u00f2 che definiamo diverso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">OUT OF FRAME non \u00e8 una mostra sulla disabilit\u00e0. La disabilit\u00e0 \u00e8 una delle esperienze da cui il progetto prende le mosse, ma la riflessione riguarda tutti. Ognuno pu\u00f2 essere racchiuso in una definizione legata al corpo, all\u2019identit\u00e0, all\u2019et\u00e0, all\u2019aspetto, alla provenienza o alla propria storia. I 29 artisti e artiste coinvolti portano esperienze e linguaggi differenti e affrontano temi come corpo, identit\u00e0, memoria e spazio. Non c\u2019\u00e8 una separazione tra artisti con e senza disabilit\u00e0: la disabilit\u00e0 non viene esposta come qualcosa da spiegare o come una condizione eccezionale, ma entra nella mostra come una delle tante esperienze capaci di produrre uno sguardo e un linguaggio artistico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abOUT OF FRAME nasce da un\u2019esigenza personale, ma si sviluppa come uno spazio di confronto collettivo. Nel corso della mia vita mi sono trovato spesso a fare i conti con cornici imposte: quelle attraverso cui la societ\u00e0 guarda i corpi, interpreta le differenze e stabilisce cosa sia considerato normale. Attraverso l\u2019arte ho voluto provare a spostare queste cornici, a mettere in discussione ci\u00f2 che diamo per scontato e a creare un luogo in cui ogni artista possa esprimersi senza essere definito da un\u2019unica caratteristica\u00bb, spiega <strong>Filippo Arnaudo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNon volevo costruire un\u2019esposizione sulla disabilit\u00e0, ma una mostra che partisse dalle differenze per parlare di identit\u00e0, percezione, libert\u00e0 e dei confini, spesso invisibili, che condizionano il nostro modo di guardare il mondo. OUT OF FRAME \u00e8 un invito a uscire da ci\u00f2 che conosciamo, a osservare oltre la superficie e a lasciare che siano le opere, e non i pregiudizi, a guidare il nostro sguardo. Credo che l\u2019arte abbia la capacit\u00e0 di aprire domande che non sempre trovano una risposta immediata. Ed \u00e8 proprio in questo spazio di dubbio, di confronto e di libert\u00e0 che vorrei stimolare i visitatori\u00bb, aggiunge <strong>Filippo Arnaudo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Gli eventi collaterali alla mostra per ampliare lo sguardo<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cOUT OF FRAME\u201d si sviluppa anche attraverso un programma di eventi collaterali che amplia i temi della mostra e mette in dialogo linguaggi, discipline e prospettive differenti. Quattro appuntamenti, ospitati nella Cattedrale dell\u2019Ex Macello di Padova, che accompagneranno il pubblico tra teatro, arti visive, ricerca e cinema.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si parte domenica 27 settembre alle ore 17 con \u201cPaese senza parole\u201d, una lettura performativa di Daniel Santantonio e Beatrice Valeri, in cui la parola incontra la tela e il teatro entra in risonanza con le opere esposte, creando un dialogo tra recitazione e arti figurative.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Domenica 4 ottobre alle ore 17 sar\u00e0 la volta di \u201cAccessibilit\u00e0: i corpi al museo\u201d, un incontro promosso da Fuorisedia, collettivo contemporaneo, con Laura Brambilla, curatrice ed educatrice museale. Il confronto affronter\u00e0 il tema dell\u2019accessibilit\u00e0 dei luoghi della cultura e della possibilit\u00e0 di ripensare gli spazi museali a partire dalla pluralit\u00e0 dei corpi e delle esperienze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sabato 10 ottobre alle ore 17, \u201cAbitare il confine\u201d metter\u00e0 a confronto Fatinha Ramos, Christian Fogarolli e Claudia Amatruda. Un dialogo sulla dimensione relazionale dell\u2019atto artistico e sulla sua capacit\u00e0 di mettere in discussione stereotipi e categorie consolidate, aprendo nuove possibilit\u00e0 di percezione dell\u2019alterit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A chiudere il programma collaterale, marted\u00ec 13 ottobre alle ore 17, \u201cRacconto d\u2019infanzia\u201d, vedr\u00e0 la proiezione del film \u201cLe bambine\u201d e una conversazione con le registe \u201cValentina e Nicole Bertani\u201d. L\u2019incontro offrir\u00e0 l\u2019occasione per approfondire, direttamente con le autrici, il processo creativo e i temi al centro dell\u2019opera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quattro appuntamenti diversi per linguaggio e approccio, ma accomunati dalla stessa domanda che attraversa il progetto di \u201cOUT OF FRAME\u201d: cosa accade quando cambiamo il punto da cui guardiamo?<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il ruolo delle cure palliative pediatriche: costruire il futuro<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A promuovere OUT OF FRAME \u00e8 la <strong>Fondazione La Miglior Vita Possibile<\/strong>, presieduta dal Professor <strong>Giuseppe Zaccaria<\/strong>, impegnata nell\u2019ambito delle cure palliative pediatriche proprio per cambiare sguardo, evidenziando come non siano legate semplicemente al fine vita, ma nel pi\u00f9 ampio significato di \u201ccura\u201d intesa come risposta globale ai bisogni clinici, sociali ed esistenziali del paziente e della sua famiglia, per garantire la miglior vita possibile. Un approccio che mette al centro la persona nella sua unicit\u00e0 e che significa anche creare le condizioni perch\u00e9 ogni bambino e ragazzo possa esprimere desideri, capacit\u00e0, relazioni e aspirazioni, oltre la propria condizione di salute.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLa storia di Filippo ci ricorda concretamente che prendersi cura significa guardare alla persona nella sua interezza, ai suoi desideri, alle sue passioni e ai suoi progetti. Seguito nell&#8217;ambito delle cure palliative pediatriche, diventato adulto si trova a costruire il proprio progetto di vita. In questo senso, <strong>OUT OF FRAME<\/strong> diventa anche un progetto di autonomia: uno spazio in cui giovani artisti possono essere protagonisti, esprimere il proprio talento e contribuire attivamente alla vita culturale della comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">OUT OF FRAME nasce dall\u2019esperienza di Arnaudo ma riesce ad andare oltre, trasformandola in una riflessione che riguarda tutti sul valore della diversit\u00e0, sull&#8217;inclusione e sulla possibilit\u00e0 di ciascuno di esprimere il proprio sguardo sul mondo. \u00c8 anche questo il senso della miglior vita possibile: creare le condizioni perch\u00e9 ciascuno possa continuare a immaginare e costruire il proprio futuro\u00bb, dichiara <strong>Giuseppe Zaccaria<\/strong>, presidente della Fondazione La Miglior Vita Possibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019assessore alla cultura Andrea Colasio sottolinea<\/strong>: \u201cL\u2019arte contemporanea ha una straordinaria capacit\u00e0: quella di scardinare le nostre certezze visive e culturali, mostrandoci nuove prospettive e facendoci superare ogni categoria precostituita. <em>OUT OF FRAME<\/em> dimostra esattamente come il linguaggio artistico possa farsi spazio libero e di frontiera, in cui 29 artiste e artisti si confrontano alla pari, ponendo al centro della Cattedrale dell&#8217;Ex Macello la forza dirompente delle loro opere e dei loro sguardi, senza bisogno di etichette o definizioni. Come Assessorato alla Cultura siamo orgogliosi di accogliere un progetto che non solo arricchisce la proposta espositiva della nostra citt\u00e0, ma conferma quanto la ricerca artistica sia uno strumento prezioso e indispensabile per interpretare la pluralit\u00e0 della realt\u00e0 e ridisegnare, insieme, i confini della nostra percezione\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il messaggio con cui il pubblico \u00e8 invitato a entrare nella mostra \u00e8 dunque semplice: non fermarsi alla prima immagine, alla prima definizione, alla prima categoria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Guardare fuori dalla cornice significa provare a vedere quello che una definizione lascia fuori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9, alla fine, OUT OF FRAME pone soprattutto una domanda: e se il limite non fosse in ci\u00f2 che stiamo guardando, ma nella cornice attraverso cui abbiamo imparato a guardarlo?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>INFORMAZIONI UTILI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Mostra:<\/strong> OUT OF FRAME<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>A cura di:<\/strong> Filippo Arnaudo<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Promossa da:<\/strong> Fondazione La Miglior Vita Possibile, in collaborazione con il Comune di Padova<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Con il sostegno di:<\/strong> Fondazione CARIPARO, Unimed, Tapu Singolare, Henoto, Galileo Ristorazione<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Dove:<\/strong> Ex Macello, via A. Cornaro 1, Padova<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Quando:<\/strong> Dal 26 settembre al 18 ottobre 2026<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Orari di apertura:<\/strong> Dalle 10.00 alle 19.00, tutti i giorni eccetto il luned\u00ec<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 26 settembre al 18 ottobre va in scena a Padova, \u201cOUT OF FRAME\u201d, la mostra collettiva di arte contemporanea che riunisce 29 artisti per mettere in crisi le etichette con cui definiamo i corpi e le persone. 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