Scene da far west al pronto soccorso: il comunicato della Ugl
“Quanto accaduto al pronto soccorso dell’ospedale di Padova è semplicemente inaccettabile.” Lo dichiara Fabio Beltempo, segretario sindacale della Ugl di Padova e provincia, commentando l’aggressione subita da un medico e due infermieri in area rossa da parte di un paziente in stato di agitazione.
La dinamica dell’aggressione
Un uomo italiano di 36 anni, trasportato in ospedale per intossicazione da sostanze stupefacenti, è arrivato in area rossa alle 10,30 in ambulanza. Nell’attesa di essere visitato, colto da un violento stato di agitazione, si è strappato l’accesso venoso e i fili del monitoraggio nel tentativo di fuggire. Il personale sanitario ha cercato di contenerlo e di bloccare la fuoriuscita ematica, ma la violenza dell’uomo è stata tale da fargli divincolarsi, far cadere a terra un medico e scagliare un ecografo contro un armadietto di medicinali, rompendo sia il vetro sia l’apparecchiatura.
L’intervento della Polizia di Stato
All’allarme è seguito l’intervento degli agenti del “Posto Fisso” di Polizia dell’ospedale e dei colleghi della sezione “Volanti”, che hanno limitato in sicurezza i movimenti dell’uomo, permettendo ai sanitari di sedarlo. L’aggressore è stato poi identificato: un cittadino italiano di 36 anni, già noto alle forze dell’ordine per condanne per furto aggravato e rapina, destinatario della misura di prevenzione dell’avviso orale del Questore di Padova e con numerosi precedenti per furto con strappo, resistenza a pubblico ufficiale e altri reati.
In applicazione della normativa introdotta a tutela del personale sanitario e sociosanitario, l’uomo è stato arrestato per resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale e associato alla Casa Circondariale Due Palazzi di Padova, a disposizione della Procura per il giudizio direttissimo. È stato inoltre denunciato per interruzione di pubblico servizio. Il medico e i due infermieri aggrediti hanno riportato contusioni giudicate guaribili rispettivamente in 4 e 3 giorni.
Beltempo: «I sanitari sono lavoratori esposti a pericoli reali»
Per il segretario della Ugl, l’episodio riporta drammaticamente d’attualità la condizione di chi lavora ogni giorno nei pronto soccorso. “Medici e infermieri sono lavoratori esposti a pericoli concreti, non diversi da altre categorie a rischio, e questo è inaccettabile”, sottolinea Beltempo. “Chi sceglie di curare non può essere messo a rischio della propria incolumità fisica nell’esercizio del proprio lavoro.”
L’appello della Ugl: servono misure concrete di protezione
Beltempo chiede che episodi come questo non restino isolati nella loro gestione, ma diventino l’occasione per rafforzare in modo strutturale le misure di sicurezza nei pronto soccorso, dalla presenza di personale di vigilanza dedicato alla formazione del personale sanitario nella gestione delle situazioni di aggressività, fino alla piena applicazione delle norme che inaspriscono le pene per chi aggredisce gli operatori sanitari in servizio.
“Non si può continuare ad assistere impotenti a scene di questo tipo”, conclude il segretario della Ugl di Padova e provincia. “La sicurezza di chi lavora per curare gli altri deve essere una priorità reale, non solo un principio enunciato dopo ogni aggressione.”





















