I numeri che preoccupano: 35% e 85% di posti scoperti
È recente la notizia apparsa sul Mattino di Padova secondo cui i posti a concorso con le relative «borse» messi a bando dal Ministero per la Ricerca e Università, distribuiti per singola Regione, rilevano diverse criticità in Veneto, specie nei settori dell’Emergenza-Urgenza e in quello degli Ospedali di Comunità, dove si è registrata rispettivamente una mancata copertura del 35% rispetto ai posti a disposizione nel primo caso, e dell’85% nel secondo, con appena 3 posti coperti su 26 disponibili.
A evidenziarlo è uno studio dell’Associazione Liberi Specializzandi, che sottolinea la situazione ben diversa registrata nelle altre specialità, come ad esempio Anestesia e Rianimazione, Cardiologia, Ginecologia, Malattie Cardio-Vascolari, Ostetricia, Chirurgia e altre ancora, dove la copertura è stata, in media, dell’85%.
Pronto Soccorso e Medicina di Comunità: il vero vulnus della sanità veneta
È evidente dunque che ci sia un problema, grandissimo, nel reperire medici specialisti in questi due settori. Settori che oggi rappresentano il vero vulnus della sanità veneta, e padovana in particolare: i Pronto Soccorso e la Medicina di Comunità.
La denuncia di UGL Pensionati: a rischio soprattutto gli anziani
Il problema, ed è questa la denuncia che fa il Coordinatore Regionale dell’UGL Pensionati, Sebastiano Arcoraci, è che tale situazione pone parecchi rischi, soprattutto per la categoria della persona anziana, spesso costretta a rivolgersi ai Pronto Soccorso, avendo, molti anziani, un deficit reddituale, oppure perché trovasi provvisoriamente senza medico di medicina generale.
Un quadro allarmante verso cui occorre trovare immediatamente una soluzione idonea, al fine di rendere maggiormente appetibili tali specialità mediche.
La proposta: più sicurezza al personale e borse aumentate del 30%
Soluzione che passa, secondo UGL Pensionati, da un lato assicurando maggiore sicurezza al personale medico che presta servizio nei Pronto Soccorso, e dall’altro garantendo, nei due settori fortemente critici, un appannaggio economico delle «borse» prima, e degli stipendi poi, incrementato del 30% in più rispetto alle somme corrisposte agli altri specialisti.
Il richiamo alla Legge 33/2023 e all’articolo 32 della Costituzione
Nascondere, ancora una volta, la polvere sotto il tappeto, non solo significa trascurare un’intera categoria di persone, ma rappresenta anche una mancata risposta a quanto dettato dalla Legge n. 33 del 2023, che ha riformato la disciplina di settore, oltre a evadere le richieste che da tempo l’UGL rappresenta agli organi decisori regionali e locali.
Occorre rimediare in fretta a tale emergenza, poiché la salute dei cittadini non può essere continuamente messa a rischio, anche nel rispetto dell’articolo 32 della Costituzione Repubblicana.





















