Papa Leone XIV ha firmato ieri, 31 luglio, memoria liturgica di Sant’Ignazio di Loyola, la nuova Legge fondamentale dello Stato della Città del Vaticano. Il provvedimento entra in vigore con effetto immediato e sostituisce la precedente normativa, in vigore dal 13 maggio 2023.
La nuova Legge rappresenta uno dei primi interventi di carattere istituzionale del pontificato di Leone XIV e nasce dall’esigenza di adeguare l’ordinamento vaticano alle nuove necessità di governo e alle modifiche normative introdotte negli ultimi anni.
Una nuova Legge fondamentale per il Vaticano
Il testo ridefinisce e coordina le disposizioni relative alle tre principali funzioni dello Stato: legislativa, esecutiva e giudiziaria.
L’obiettivo è mantenere la Legge fondamentale come riferimento dell’intero ordinamento giuridico vaticano, confermando al tempo stesso la peculiarità e l’autonomia dello Stato della Città del Vaticano.
Cambia la composizione della Pontificia Commissione
Una delle novità più significative riguarda la Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano, organismo cui spettano la funzione legislativa e quella esecutiva.
La nuova normativa recepisce la modifica già introdotta dal Motu Proprio del 19 novembre 2025, eliminando il requisito secondo cui la presidenza della Commissione dovesse essere necessariamente affidata a un cardinale.
Il nuovo articolo 8 stabilisce infatti che la Pontificia Commissione sia composta da cardinali e altri membri, compreso il presidente, tutti nominati dal Pontefice per un mandato quinquennale.
La disposizione consolida così anche sul piano della Legge fondamentale l’attuale assetto, che vede suor Raffaella Petrini alla guida del Governatorato e della Pontificia Commissione.
Governatorato e funzione esecutiva
Particolare attenzione viene dedicata anche all’organizzazione della funzione esecutiva.
La nuova Legge conferma il ruolo del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, chiamato a concorrere alla missione dello Stato e a operare al servizio del Successore di Pietro, al quale risponde direttamente.
Vengono inoltre precisate le competenze del presidente e del segretario generale, così come i rispettivi rapporti di collaborazione.
La normativa sottolinea inoltre il carattere istituzionale della figura del segretario generale, prevedendo la possibilità che tale funzione possa essere affidata anche a più persone.
Confermato l’assetto della giustizia vaticana
Sul fronte giudiziario, la Legge fondamentale conferma che l’organizzazione e il funzionamento degli organi giudiziari siano disciplinati dalla specifica Legge sull’ordinamento giudiziario.
Il nuovo testo si inserisce quindi nel processo di aggiornamento dell’ordinamento vaticano realizzato negli ultimi anni, mantenendo distinti i diversi livelli delle funzioni dello Stato.
Un ordinamento autonomo
La premessa della nuova Legge ribadisce il ruolo del testo come fondamento dell’ordinamento dello Stato della Città del Vaticano e come riferimento per le successive disposizioni normative.
Viene inoltre confermato il ruolo del Governatorato e l’esercizio dei poteri statali sul territorio definito dal Trattato Lateranense, nonché negli immobili e nelle aree in cui operano istituzioni dello Stato o della Santa Sede, nel rispetto delle garanzie e delle immunità previste dal diritto internazionale.
Una riforma istituzionale all’inizio del pontificato di Leone XIV
La firma della nuova Legge fondamentale assume quindi un significato rilevante sul piano istituzionale. Il provvedimento non introduce soltanto nuove disposizioni, ma raccoglie e coordina modifiche già maturate negli ultimi anni, offrendo un quadro aggiornato dell’organizzazione dello Stato vaticano. La scelta di intervenire sulla Legge fondamentale nelle prime fasi del pontificato di Leone XIV conferma l’attenzione rivolta all’efficienza degli organismi di governo e alla definizione dei rispettivi compiti all’interno dell’ordinamento della Città del Vaticano.






















