Se n’è andata a 83 anni una delle voci storiche della politica veneta
Padova saluta oggi una delle figure più longeve della propria storia politica recente. Mariella Mazzetto, ex sottosegretaria di Stato e per decenni punto di riferimento della Lega nel capoluogo euganeo, è morta all’età di 83 anni. La notizia, diffusa nella mattinata del 21 luglio, ha suscitato un cordoglio trasversale che ha attraversato l’intero arco politico cittadino e regionale, a testimonianza di un percorso umano e istituzionale che ha segnato oltre trent’anni di vita pubblica patavina.
Dagli esordi nell’insegnamento all’impegno politico
Prima di intraprendere la carriera politica, Mazzetto aveva svolto per anni la professione di insegnante, un’esperienza che, come ricordato da più voci nelle ore successive alla sua scomparsa, ha continuato a orientare la sua visione della scuola come luogo di formazione dei cittadini di domani anche una volta approdata alle istituzioni. Fu proprio questo legame con il mondo educativo a rappresentare, per tutta la sua carriera, uno dei tratti distintivi del suo impegno pubblico.
Il suo ingresso nella scena politica avvenne nei primi anni Novanta, in coincidenza con l’affermazione della Lega Nord in Veneto. Nel 1992 Mazzetto venne eletta alla Camera dei Deputati, conquistando contemporaneamente un seggio come consigliera comunale a Montagnana. Da lì iniziò un percorso istituzionale che l’avrebbe portata, due anni più tardi, a ricoprire un incarico di governo.
L’incarico di sottosegretario e il ritorno alla dimensione locale
Nel primo Governo Berlusconi, Mariella Mazzetto fu nominata sottosegretaria di Stato per la Pubblica Istruzione, un ruolo che ricoprì tra il 1994 e il 1995. Si trattò di uno degli incarichi di governo più rilevanti conquistati da un’esponente della Lega in quella fase storica, in un momento in cui il partito muoveva i primi passi nelle stanze dei ministeri romani.
Terminata l’esperienza di governo, nel 1996 tentò l’elezione al Senato nel collegio di Selvazzano, senza però riuscire a conquistare il seggio. Da quel momento Mazzetto scelse di concentrare il proprio impegno sul territorio, ricoprendo l’incarico di consigliera comunale ad Abano Terme dal 1997 al 2001. Dal 2004 il suo impegno si spostò definitivamente a Padova, città in cui venne eletta consigliera comunale e successivamente riconfermata alle elezioni del 2009, ricoprendo per due volte il ruolo di vicepresidente del consiglio comunale. Tra il 2014 e il 2017 fu inoltre consigliera provinciale, proseguendo un impegno istituzionale che, complessivamente, ha attraversato più di due decenni di amministrazione locale.
Il cordoglio delle istituzioni
La scomparsa di Mazzetto ha immediatamente suscitato la reazione delle principali cariche istituzionali venete. Il sindaco di Padova, Sergio Giordani, ha voluto ricordarla parlando di una giornata particolarmente dolorosa per la città, sottolineando come nella stessa giornata la comunità padovana abbia dovuto dare l’ultimo saluto anche a un’altra figura di rilievo della vita cittadina, l’avvocata Aurora D’Agostino.
Tra i primi a intervenire è stato l’assessore regionale allo Sviluppo economico Massimo Bitonci, che ha affidato il proprio ricordo a parole cariche di affetto personale: «Con Mariella ci lascia una protagonista della vita pubblica padovana, una donna che ha attraversato decenni di impegno politico senza mai perdere quella semplicità e quella passione che la rendevano speciale». Bitonci, che è stato sindaco di Padova, ha ricordato anche il rapporto di stima maturato negli anni in cui Mazzetto sedeva tra i banchi del consiglio comunale: durante il proprio mandato da primo cittadino, l’assessore ha detto di aver apprezzato la sua serietà, la puntualità nello studio dei provvedimenti e il contributo sempre costruttivo ai lavori dell’aula, definendola una persona che non cercava i riflettori e preferiva lavorare con discrezione e responsabilità, mettendo sempre al centro il bene della città.
Bitonci ha voluto sottolineare anche il legame tra la formazione di Mazzetto e il suo impegno istituzionale, ricordando come provenisse dal mondo della scuola e non abbia mai smesso di portarne i valori e la cultura nelle istituzioni, definendola una delle donne che hanno contribuito a consolidare la presenza della Lega in Veneto, capace di interpretare le istanze della gente con competenza e credibilità. Concludendo il proprio ricordo, l’assessore ha rivolto un pensiero alla famiglia, parlando di un’eredità fatta di impegno e passione, di esempio per chi fa politica oggi o amministra un ente locale, sottolineando quanto Mazzetto mancherà a Padova e a tutta la comunità.
Un ricordo dai toni più informali e affettuosi è arrivato da Roberto Marcato, esponente storico della Lega veneta, che ha voluto descriverla con immagini vivide e dirette: «Mariella Mazzetto era così… era un fulmine, era un fiume in piena, era un uragano di passione, di emozioni, di impegno sociale, politico». Marcato l’ha definita una donna intelligente, veloce, furba, meravigliosamente colta e provocatrice, riassumendo il proprio saluto con poche parole cariche di stima: è stata tanta roba, ha detto, augurandole buon viaggio.
Anche il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha voluto rendere omaggio alla memoria dell’ex parlamentare, affermando che con la sua scomparsa il Veneto perde una donna che ha scritto una pagina importante della storia delle istituzioni regionali e nazionali, portando sempre con sé un legame con il territorio profondo e vitale. Il governatore ha ricordato come Mazzetto abbia rappresentato una generazione di amministratori che viveva la politica come servizio, sottolineando che prima ancora di essere parlamentare e sottosegretario fosse stata un’insegnante, e come non avesse mai smesso di considerare la scuola un luogo in cui si formano i cittadini di domani, portando questa sensibilità anche nella propria attività istituzionale.
Stefani, che condivide con Mazzetto lo stesso percorso politico all’interno della Lega, ha aggiunto che per chi come lui appartiene alla medesima storia politica, la sua figura rappresenta un esempio di coerenza e passione, avendo contribuito a costruire la presenza del partito nelle istituzioni in anni in cui farlo richiedeva coraggio, aprendo la strada a tante donne impegnate in politica. Il presidente ha concluso ricordando come il percorso di Mazzetto, da Roma al Veneto, dimostri quanto sia importante mantenere un legame autentico con i cittadini, ed ha espresso le più sentite condoglianze ai familiari, agli amici e a tutta la comunità della Lega, che oggi perde, ha detto, una figura storica e una donna che ha servito con onore le istituzioni e il Veneto.
Un’eredità politica fatta di coerenza
Dalle testimonianze raccolte nelle ore successive alla notizia emerge un ritratto coerente: quello di una donna capace di confrontarsi con tutti gli schieramenti senza mai rinunciare alle proprie convinzioni, un tratto che le ha permesso di attraversare stagioni politiche molto diverse tra loro mantenendo sempre un ruolo di riferimento all’interno del proprio partito. La sua carriera, che l’ha vista transitare dai banchi di Montecitorio fino ai consigli comunali di provincia, viene oggi indicata da più esponenti della Lega veneta come un esempio di continuità tra impegno nazionale e radicamento locale, una caratteristica sempre più rara nel panorama politico contemporaneo.
Nelle prossime ore sono attesi ulteriori dettagli sulle esequie, che si preannunciano partecipate considerando il ruolo pubblico ricoperto da Mazzetto per oltre trent’anni nella vita istituzionale di Padova e del Veneto.






















