di Gori Claudio (direttore@irog.it)
Flavio Zanonato rompe il silenzio: critica il Partito Democratico nazionale e locale
L’ex sindaco di Padova, già ministro dello Sviluppo Economico ed ex europarlamentare Flavio Zanonato affida a un lungo intervento pubblico una riflessione fortemente critica sullo stato di salute del Partito Democratico, denunciando quella che definisce una progressiva perdita di identità politica, di partecipazione democratica e di capacità di elaborare una visione condivisa.
Nel suo intervento, Zanonato esprime un profondo disagio nei confronti dell’evoluzione del partito, sostenendo di non riconoscersi più nell’attuale modello organizzativo e politico, tanto sul piano nazionale quanto nella realtà padovana.
Un PD “privo di visione” e condizionato da logiche interne
Secondo l’ex sindaco, il Partito Democratico avrebbe progressivamente perso quella capacità di confronto e di elaborazione politica che in passato caratterizzava la tradizione della sinistra italiana.
Pur riconoscendo alcuni tentativi della segretaria nazionale Elly Schlein di rilanciare il partito, Zanonato sostiene che oggi il PD sarebbe attraversato da contrapposizioni interne e da interessi di corrente che finirebbero per prevalere sulla costruzione di una linea politica coerente.
Tra i temi affrontati figurano anche la politica estera, il dibattito sul riarmo europeo, le crisi internazionali e il conflitto israelo-palestinese, questioni sulle quali l’ex ministro lamenta una limitata capacità di iniziativa politica e di mobilitazione.
Il tema delle preferenze e il rapporto con gli elettori
Un altro passaggio centrale riguarda il sistema elettorale.
Zanonato critica l’assenza delle preferenze per l’elezione di Camera e Senato, ritenendo che ciò abbia progressivamente allontanato cittadini ed eletti, riducendo il legame diretto tra rappresentanti e territorio.
Secondo l’ex esponente democratico, il recupero della partecipazione politica dovrebbe passare anche attraverso un maggiore coinvolgimento degli iscritti e degli elettori nelle scelte strategiche del partito.
Il “caso Padova”: accuse alla gestione interna del PD cittadino
La parte più dura dell’intervento riguarda però il Partito Democratico padovano.
Zanonato sostiene che, a suo giudizio, il partito locale abbia progressivamente smesso di essere un luogo di confronto democratico, con decisioni assunte da un gruppo molto ristretto di dirigenti senza un reale coinvolgimento della base e dei circoli.
Nel suo intervento parla esplicitamente di una leadership fortemente accentrata, criticando quello che definisce un sistema nel quale molti esponenti interni preferirebbero non esporsi pubblicamente.
Le nomine nelle partecipate e il riferimento a Hera
Come esempio concreto, Zanonato richiama la nomina di un rappresentante del Comune di Padova nel consiglio di amministrazione di Hera.
Secondo la sua ricostruzione, tale scelta sarebbe stata effettuata senza un confronto interno e senza un reale dibattito politico, utilizzandola come simbolo di una gestione fortemente centralizzata delle decisioni.
Le elezioni regionali e il caso Vanessa Camani
Altro tema affrontato riguarda le ultime elezioni regionali del Veneto.
Secondo Zanonato, la distribuzione delle candidature avrebbe penalizzato figure politicamente più forti, citando in particolare Vanessa Camani, che a suo giudizio avrebbe rappresentato la candidata più competitiva alla presidenza della Regione.
L’ex sindaco ritiene che le dinamiche interne abbiano inciso sulle scelte finali, influenzando anche il risultato elettorale e la rappresentanza ottenuta dal partito.
“Non mi riconosco più in questo partito”
Nelle conclusioni del suo intervento, Zanonato afferma di vivere una crescente distanza rispetto all’attuale Partito Democratico.
L’ex ministro sostiene che la disciplina di partito debba essere il punto di arrivo di un confronto politico autentico e non possa sostituire il dibattito interno.
Pur dichiarando di avere ancora molti amici all’interno del PD, evidenzia come numerosi iscritti condividano privatamente le sue perplessità.
Infine lascia aperto uno scenario sul proprio futuro politico, affermando che potrebbe tornare a impegnarsi soltanto nel caso si sviluppasse una reale iniziativa di rinnovamento interno, fondata sul confronto delle idee e sulla partecipazione democratica.
Un intervento destinato ad alimentare il dibattito
Le parole di Flavio Zanonato rappresentano uno degli interventi più critici provenienti da una figura storica del centrosinistra padovano.
Le sue considerazioni, rivolte sia alla dimensione nazionale sia a quella locale del Partito Democratico, riaprono il confronto sul funzionamento interno delle forze politiche, sulla selezione della classe dirigente e sul rapporto tra dirigenti, iscritti ed elettori, in una fase che precede importanti appuntamenti elettorali.






















