La Presidente Liliana Gori: “Dopo anni di promesse, oggi i fatti confermano ciò che denunciamo dal 2018. I cantieri stanno mettendo in ginocchio imprese, famiglie e interi quartieri.”
L’Associazione No Rotaie Padova torna ad esprimere e rilanciare forte preoccupazione per gli effetti economici e sociali prodotti dai cantieri del sistema tranviario, dopo la pubblicazione sulla stampa locale della notizia della chiusura di uno storico bar di Corso Milano, costretto a cessare l’attività dopo venticinque anni.
Per i No Rotaie, il caso rappresenta soltanto l’ultimo episodio di una situazione che coinvolgerebbe numerose realtà commerciali lungo tutto l’asse interessato dai lavori, da Rubano fino a Busa di Vigonza, attraversando Chiesanuova, Corso Milano, via Venezia e via San Marco.
“La motivazione riportata dal titolare è purtroppo quella che temevamo e continuiamo a denunciare quotidianamente da anni: i lavori del tram hanno rappresentato la mazzata finale per un’attività storica. Non possiamo più considerare questi episodi casi isolati. Decine di imprese hanno già chiuso, trasferito la propria sede oppure stanno valutando di farlo”, dichiara Liliana Gori, presidente dell’Associazione No Rotaie Padova.
“Dal 2018 abbiamo avvertito commercianti e cittadini”
L’Associazione ricorda di aver avviato già nel 2018 un’intensa attività di informazione sul territorio, distribuendo documentazione tecnica, elaborati progettuali e materiale informativo per illustrare gli effetti devastanti che, secondo i No Rotaie, i lunghi tempi di realizzazione dell’opera avrebbero avuto sulle attività economiche.
“Abbiamo percorso chilometri per incontrare personalmente commercianti e imprenditori. Abbiamo stampato a nostre spese locandine, spiegato i progetti e illustrato le possibili conseguenze. Molti ci hanno ascoltato, altri hanno preferito fidarsi delle rassicurazioni ricevute durante gli incontri pubblici.”
Secondo la presidente Gori, durante le assemblee organizzate sul territorio sarebbe stato più volte sostenuto che i cantieri sarebbero stati di durata limitata e con impatti contenuti sulle attività commerciali.
“Promesse che oggi si scontrano con la realtà”
L’Associazione No Rotaie richiama inoltre alcune dichiarazioni rese nel corso degli incontri pubblici, nelle quali sarebbe stato prospettato un futuro incremento della clientela per i negozi di quartiere grazie al nuovo sistema di trasporto SIR2 e SIR3.
Per l’Associazione, l’attuale situazione racconta invece uno scenario profondamente diverso.
“Oggi assistiamo alla chiusura di attività storiche che rappresentavano punti di riferimento per interi quartieri. Dietro ogni serranda abbassata ci sono famiglie, dipendenti, investimenti e sacrifici che rischiano di andare perduti.”
Translohr, il sistema scelto da Padova al centro delle critiche
Torniamo a contestare la scelta tecnologica del sistema Translohr, sostenendo che diverse città che lo avevano adottato starebbero progressivamente orientandosi verso soluzioni differenti.
Secondo l’Associazione “Esperienze internazionali come Shanghai, Tianjin, Clermont-Ferrand e altre realtà europee ed extraeuropee dimostrerebbero le difficoltà legate ai costi di manutenzione, alla reperibilità dei ricambi e alla limitata flessibilità del sistema.”
Liliana Gori richiama inoltre il caso di Medellín, citato più volte negli anni come esempio di riferimento, sostenendo che anche lì non sarebbe prevista un’estensione della rete realizzata.
“Serve una riflessione seria prima che sia troppo tardi”
L’Associazione No Rotaie ribadisce che la propria posizione non nasce da contrapposizioni ideologiche ma dalla convinzione che il territorio avrebbe potuto beneficiare di soluzioni alternative considerate meno impattanti sotto il profilo economico, urbanistico e gestionale.
“Oggi abbiamo la sensazione che Padova si trovi all’interno di un tunnel dal quale non si intravede ancora un’uscita. Il rischio concreto è che – aggiunge la presidente Gori – il prezzo più alto venga pagato proprio da chi ogni giorno tiene vive le nostre strade: commercianti, artigiani e piccoli imprenditori.”
No Rotaie: “Occorre tutelare il tessuto economico locale”
L’Associazione conclude rivolgendo un appello alle istituzioni affinché venga aperto un confronto concreto sulle ricadute economiche dei cantieri e vengano individuate misure efficaci di sostegno alle imprese che stanno affrontando anni di lavori.
Secondo i No Rotaie Padova, il tema non riguarda soltanto la realizzazione di un’infrastruttura, ma il futuro del commercio di prossimità, della qualità urbana e della vitalità economica dei quartieri attraversati dai cantieri.
Le principali criticità denunciate da anni dall’Associazione No Rotaie, quindi in periodi non sospetti, sono la chiusura di attività storiche lungo il tracciato del tram SIR3 e SIR2, inevitabili licenziamenti di dipendenti delle attività chiuse per perdita di clienti a causa della non raggiungibilità o estremo traffico da cantiere, lunghi tempi di esecuzione dei cantieri, difficoltà economiche per commercianti e artigiani, riduzione dell’accessibilità ai negozi, preoccupazioni sulla sostenibilità del sistema Translohr e richiesta di un confronto pubblico basato sui risultati concreti.






















