Chiusura di 75 giorni per un bar di Padova: eseguito il provvedimento del Questore
Nuovo intervento della Questura di Padova nell’ambito delle attività di prevenzione e contrasto ai fenomeni che incidono sulla sicurezza urbana. Nella notte tra il 10 e l’11 giugno gli agenti della Divisione Polizia Amministrativa e di Sicurezza e delle Volanti hanno notificato il provvedimento di sospensione della licenza per un esercizio pubblico situato in via Madonna della Salute.
La misura, disposta dal Questore della provincia di Padova, prevede la chiusura dell’attività per 75 giorni ai sensi dell’articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS).
Secondo quanto emerso dagli accertamenti svolti negli ultimi mesi, il locale sarebbe stato interessato da ripetuti episodi di violenza, disordine e dalla presenza abituale di soggetti con precedenti penali e di polizia.
L’aggressione del 9 giugno tra gli elementi decisivi per la chiusura
Tra gli episodi ritenuti più rilevanti figura una violenta aggressione avvenuta nella notte del 9 giugno.
L’intervento delle Volanti è scattato dopo la segnalazione di un pestaggio ai danni di un cittadino marocchino di 31 anni. Gli operatori hanno trovato l’uomo con evidenti lesioni al volto e una copiosa perdita di sangue.
Secondo la ricostruzione raccolta dagli investigatori, la vittima sarebbe stata aggredita all’interno del locale da quattro uomini nordafricani, presumibilmente di nazionalità tunisina, che l’avrebbero colpita con pugni e calci senza apparenti motivazioni immediate.
Trasportato in ospedale dal personale sanitario del Suem 118, il 31enne avrebbe riportato la frattura del setto nasale e diverse contusioni, con una prognosi iniziale di 30 giorni salvo complicazioni.
Le contestazioni sul comportamento del gestore
Nel corso dell’istruttoria particolare attenzione sarebbe stata dedicata anche alla condotta del titolare dell’attività.
Secondo quanto rilevato dagli investigatori, il gestore avrebbe dichiarato di non aver assistito a quanto accaduto all’interno del locale, una circostanza valutata nell’ambito delle verifiche amministrative svolte dalla Questura.
Gli accertamenti hanno preso in considerazione anche il livello di collaborazione fornito durante la ricostruzione dei fatti e le iniziative adottate per garantire la sicurezza degli avventori.
Un anno di controlli, risse e frequentazioni considerate problematiche
L’aggressione di giugno non rappresenterebbe un episodio isolato.
Negli ultimi dodici mesi il locale è stato infatti oggetto di numerosi interventi delle forze dell’ordine. Tra i fatti documentati figura una rissa avvenuta lo scorso gennaio, durante la quale due clienti abituali sarebbero arrivati alle mani al termine di una discussione degenerata in violenza.
Particolarmente significativo, secondo gli investigatori, sarebbe stato anche un controllo straordinario effettuato alla fine di marzo, durante il quale la maggior parte delle persone identificate all’interno del locale risultava gravata da precedenti penali o di polizia.
Tra i soggetti controllati figuravano anche persone destinatarie di provvedimenti di ricerca emessi dall’Autorità Giudiziaria.
Il precedente del 2025 e l’arresto per spaccio
La posizione dell’esercizio pubblico è stata aggravata anche dall’esistenza di un precedente provvedimento di chiusura.
Già nel 2025 il locale era stato sospeso per 45 giorni dopo un’indagine antidroga culminata con l’arresto di un cittadino tunisino accusato di spaccio di sostanze stupefacenti.
Secondo quanto ricostruito all’epoca dagli investigatori, l’uomo avrebbe tentato di rifugiarsi all’interno del bar dopo una cessione di eroina avvenuta nelle vicinanze, venendo successivamente individuato e arrestato.
Per la Questura, il fatto che la precedente sospensione non abbia determinato un cambiamento sostanziale nelle modalità di frequentazione del locale avrebbe rappresentato uno degli elementi più significativi nella valutazione finale.
Verso la revoca definitiva della licenza
Alla luce degli episodi registrati, delle frequentazioni ritenute incompatibili con la funzione di un pubblico esercizio e della reiterazione delle criticità emerse nel tempo, è stata disposta la sospensione della licenza per 75 giorni.
Trattandosi della seconda chiusura adottata ai sensi dell’articolo 100 del TULPS, il Questore della provincia di Padova inoltrerà inoltre al Prefetto la proposta di revoca definitiva della licenza commerciale.
Un passaggio che potrebbe portare alla cessazione permanente dell’attività qualora l’Autorità prefettizia ritenga sussistenti i presupposti previsti dalla normativa vigente.
Sicurezza urbana: l’obiettivo della misura
La sospensione prevista dall’articolo 100 del TULPS non costituisce una sanzione penale, ma uno strumento amministrativo finalizzato alla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.
L’obiettivo è interrompere situazioni ritenute pericolose per la collettività, prevenire il ripetersi di episodi di violenza e ripristinare condizioni di legalità nei luoghi aperti al pubblico.
Nel caso specifico, la Questura ha ritenuto necessario intervenire per contrastare un contesto che, secondo gli accertamenti svolti, avrebbe progressivamente trasformato il locale in un punto di aggregazione caratterizzato da frequenti criticità sotto il profilo della sicurezza.





















