Le berline della Guardia di Finanza che hanno fatto la storia
La storia della Guardia di Finanza passa anche attraverso i veicoli che hanno accompagnato per decenni le attività istituzionali del Corpo. Tra la seconda metà degli anni Sessanta e gli anni Ottanta, alcune delle più prestigiose berline italiane entrarono a far parte della flotta delle Fiamme Gialle, contribuendo a garantire mobilità, rappresentanza e operatività ai reparti dislocati sul territorio nazionale.
Tra i modelli più iconici figurano senza dubbio la Fiat 125 e l’Alfetta nelle versioni 1800 e 2000L, automobili che ancora oggi occupano un posto speciale nella memoria degli appassionati di motorismo storico e nella tradizione della Guardia di Finanza.
Fiat 125: eleganza e innovazione al servizio dello Stato
La scelta della Guardia di Finanza negli anni Sessanta – Per assicurare gli spostamenti dei Comandanti di Zona e delle autorità istituzionali affidate alla tutela del Corpo, nella seconda metà degli anni Sessanta la Guardia di Finanza decise di dotarsi di un lotto di Fiat 125.
Le vetture furono acquistate nella tradizionale colorazione blu scuro di serie, una scelta che conferiva sobrietà ed eleganza a una berlina già considerata tra le più moderne e prestigiose del panorama automobilistico italiano dell’epoca.
Prestazioni e comfort di alto livello
La Fiat 125 si distingueva per un design ampio e squadrato, impreziosito da cromature e linee stilistiche che richiamavano le grandi berline americane del periodo.
Gli interni offrivano spazi generosi e finiture di qualità superiore, mentre la guida risultava particolarmente precisa grazie alle soluzioni tecniche adottate dalla casa torinese.

Tra gli elementi più innovativi spiccavano l’impianto frenante a quattro dischi e il motore da 1.608 centimetri cubici capace di sviluppare 90 cavalli. Prestazioni che consentivano alla vettura di superare i 160 chilometri orari, un dato di assoluto rilievo per l’epoca.
Alcuni esemplari destinati al Corpo furono inoltre equipaggiati con fendinebbia supplementari, migliorando ulteriormente la sicurezza durante i trasferimenti.
L’arrivo dell’Alfetta 1800: una nuova generazione di auto operative
Gli anni Settanta e l’evoluzione della flotta – All’inizio degli anni Settanta la Guardia di Finanza avviò un importante rinnovamento del proprio parco veicoli introducendo le nuove Alfetta 1800.
Rivestite nella caratteristica colorazione grigio antracite, queste vetture rappresentarono un significativo salto tecnologico rispetto ai modelli precedenti.

Alcune versioni furono tra le prime ad adottare le scritte catarifrangenti “Guardia di Finanza” sulle fiancate, insieme ai lampeggianti blu e al caratteristico faro brandeggiabile, elementi destinati a diventare simboli dell’operatività del Corpo.
Sicurezza e riconoscibilità – L’introduzione di queste dotazioni contribuì ad aumentare la visibilità dei mezzi durante i servizi di controllo e di pattugliamento, migliorando al tempo stesso la sicurezza degli operatori impegnati sul territorio.
Le Alfetta segnarono inoltre l’inizio di una nuova fase nell’immagine istituzionale della Guardia di Finanza, sempre più orientata a coniugare efficienza operativa e riconoscibilità visiva.
Alfetta 2000L: il simbolo della livrea “Blue Lord”
L’auto che ha accompagnato il Corpo per quasi 25 anni – A partire dal 1979 la Guardia di Finanza introdusse anche le prime Alfetta 2000L, vetture che adottarono la celebre livrea “Blue Lord”, destinata a caratterizzare i mezzi operativi del Corpo per quasi un quarto di secolo.
Questa colorazione divenne rapidamente uno degli elementi distintivi più riconoscibili delle Fiamme Gialle sulle strade italiane.
Prestazioni sportive e straordinaria tenuta di strada – L’Alfetta 2000L era una berlina che univa eleganza e prestazioni. Le sue linee squadrate, tipiche del design automobilistico degli anni Settanta, erano immediatamente riconoscibili grazie ai gruppi ottici e all’impostazione sportiva della carrozzeria.
Sotto il cofano trovava posto un motore da 1.962 centimetri cubici capace di erogare 130 cavalli, una potenza che consentiva alla vettura di raggiungere una velocità massima di circa 185 chilometri orari.
Ma il vero punto di forza dell’Alfetta era la straordinaria tenuta di strada, una caratteristica che la rese una delle automobili più apprezzate sia dagli automobilisti sia dalle Forze di Polizia dell’epoca.
Un patrimonio storico da preservare
Le Fiat 125 e le Alfetta 1800 e 2000L non rappresentano soltanto mezzi di trasporto utilizzati dalla Guardia di Finanza, ma autentiche testimonianze della storia istituzionale e tecnologica italiana.
Oggi gli esemplari conservati nelle raccolte storiche permettono di raccontare l’evoluzione del Corpo e del settore automobilistico nazionale, offrendo uno spaccato prezioso di un periodo in cui innovazione, prestigio e servizio allo Stato viaggiavano spesso sulla stessa strada.
Queste vetture continuano a suscitare interesse tra collezionisti, appassionati e studiosi, confermando il loro valore non soltanto storico, ma anche culturale e identitario per la memoria della Guardia di Finanza.

























