Maxi operazione antidroga della Squadra Mobile: cinque arresti e 200 mila euro di stupefacenti sequestrati
Un’organizzazione criminale composta da cinque cittadini albanesi, attiva nel traffico di cocaina destinata al mercato padovano, è stata smantellata dagli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Padova al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica.
L’operazione, sviluppata tra febbraio e maggio 2026 dagli specialisti dell’Unità Antidroga, ha portato all’arresto di cinque uomini di età compresa tra i 31 e i 52 anni, quattro dei quali già noti alle forze dell’ordine per precedenti legati agli stupefacenti.
Nel corso delle indagini sono stati sequestrati complessivamente oltre due chilogrammi e mezzo di cocaina ad elevato grado di purezza, una pistola rubata a Padova nel 2019 completa di munizioni e caricatore, oltre a tre autovetture di grossa cilindrata utilizzate dal gruppo.
Il sistema dei codici segreti per consegnare la droga
Gli investigatori hanno scoperto un sofisticato metodo utilizzato dall’organizzazione per evitare controlli e intercettazioni durante le consegne.
La droga veniva trasportata all’interno di veicoli modificati con vani nascosti e i corrieri ricevevano attraverso chat criptate sia il luogo dell’appuntamento sia un codice identificativo. Il destinatario, a sua volta, doveva comunicare una parola o un numero concordato per poter ritirare la sostanza.
In assenza del codice corretto, la consegna non veniva effettuata. Un sistema studiato per garantire la massima sicurezza ai trafficanti ma che non è bastato a sfuggire al monitoraggio della Squadra Mobile, che è riuscita ad anticiparne le mosse e a intervenire durante le fasi operative.
Cocaina purissima destinata alle piazze di spaccio padovane
Secondo quanto emerso dalle indagini, la cocaina sequestrata presentava una percentuale di principio attivo vicina all’80%, caratteristica che ne avrebbe consentito un importante incremento del valore una volta immessa sul mercato.
Gli investigatori stimano che lo stupefacente avrebbe potuto generare un volume d’affari superiore ai 200 mila euro, con prezzi di vendita compresi tra i 60 e gli 80 euro al grammo.
Un dato che conferma, ancora una volta, gli enormi interessi economici che ruotano attorno al traffico di sostanze stupefacenti nel Nordest.
Uno degli arrestati era già affidato a una misura alternativa al carcere
Tra gli arrestati figura un cittadino albanese di 31 anni che stava beneficiando di una misura alternativa alla detenzione per precedenti reati legati alla droga.
Le indagini hanno accertato come l’uomo non rispettasse le prescrizioni imposte dal Tribunale di Sorveglianza, continuando a frequentare ambienti criminali e a collaborare con altri soggetti coinvolti nel traffico.
Alla luce delle violazioni contestate, la Procura ha ottenuto la revoca della misura alternativa e il conseguente ritorno in carcere del soggetto per l’espiazione della pena residua.
Sequestrata anche una pistola rubata e chiuso un locale per 30 giorni
Durante l’attività investigativa è stata recuperata un’arma da fuoco risultata rubata nel 2019 a Padova.
Gli accertamenti hanno inoltre portato all’attenzione della Divisione Polizia Amministrativa un noto locale cittadino frequentato abitualmente da uno degli arrestati.
Sulla base degli elementi raccolti, il Questore di Padova Marco Odorisio ha disposto la sospensione dell’attività dell’esercizio pubblico per trenta giorni ai sensi dell’articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza.





















