in collaborazione tra Claudio Gori e Samina Seyed
“Conosco Asghar Farhadi da oltre vent’anni e seguo il suo cinema con ammirazione. I suoi film sono sempre stati caratterizzati da una straordinaria intelligenza emotiva, complessità morale e una rara comprensione della fragilità umana. Ma guardare Histoires Parallèles ieri a Cannes – dichiara Samina Seyed – è stata un’esperienza diversa. È stato come scoprire un altro livello della sua arte: più libero, più profondo, più intimo, quasi ipnotico.”
Presentato in concorso al Festival di Cannes, il film ha già suscitato forti reazioni tra critica e pubblico. Molte recensioni lo descrivono come un affascinante gioco di specchi tra finzione e realtà, dove l’immaginazione contamina lentamente la vita stessa.
Ambientato a Parigi, Histoires Parallèles segue una scrittrice, interpretata magnificamente da Isabelle Huppert, che spia i suoi vicini alla ricerca di ispirazione. Attorno a lei, un cast eccezionale – Virginie Efira, Vincent Cassel, Pierre Niney, Adam Bessa e Catherine Deneuve – si muove in una storia in cui la verità è in continua evoluzione, le identità si frammentano e ogni dettaglio sembra nascondere un altro segreto.
La critica ha elogiato l’eleganza della sceneggiatura, la struttura stratificata e la disponibilità di Farhadi a infrangere le proprie regole cinematografiche.
“Ciò che mi ha colpito di più – aggiunge Samina Seyed – è stata l’atmosfera del film: il suo silenzio, la sua tensione, la sua umanità e il modo in cui Farhadi trasforma momenti ordinari in qualcosa di profondo. C’è malinconia in questo film, ma anche tenerezza e una riflessione quasi filosofica sulla narrazione stessa. Alcuni critici ne hanno paragonato la costruzione ai mondi di Krzysztof Kieślowski e Hitchcock, mentre altri l’hanno definito una delle esperienze narrative più audaci di Farhadi.”
Naturalmente, come per ogni opera cinematografica importante, le reazioni sono state contrastanti. Alcuni giornalisti hanno trovato il film volutamente labirintico. Ma anche queste critiche riconoscono l’ambizione del progetto e lo straordinario controllo della regia di Farhadi.

“Per me, è proprio questa ambizione a rendere il film così commovente. È l’opera di un artista che – prosegue Samina Seyed – continua a reinventarsi senza perdere la propria anima. Al di là del cinema, c’è anche qualcosa di profondamente personale per me. Da iraniana, vedere Asghar Farhadi continuare a creare un cinema così intelligente, sensibile e universale mi riempie di orgoglio. Per decenni, ha portato la voce della cultura iraniana e della complessità umana nel mondo con dignità e maestria. Histoires Parallèles non è solo un film bellissimo, ma è anche un’ulteriore conferma che – conclude Samina Seyed – Farhadi rimane uno dei più grandi cineasti del nostro tempo e una vera fonte di orgoglio per noi, popolo iraniano.”























