Farmacie private in sciopero: coinvolti oltre 76mila lavoratori
Lunedì 13 aprile si preannuncia una giornata complessa per il settore farmaceutico italiano. Le farmacie private aderiranno a uno sciopero nazionale di 24 ore che coinvolgerà oltre 76mila lavoratrici e lavoratori su tutto il territorio.
La mobilitazione è stata promossa dalle principali sigle sindacali, tra cui Filcams CGIL, Fisascat CISL e UILTuCS, con l’adesione di altre organizzazioni di categoria.
Orari e servizi garantiti: cosa cambia per i cittadini
Lo sciopero durerà dalla mezzanotte fino alle 24 dello stesso giorno, ma non comporterà la chiusura totale delle farmacie.
Per legge, infatti, dovranno essere assicurati i servizi minimi essenziali quali la presenza di almeno un terzo del personale, l’erogazione di almeno il 50% delle prestazioni e l’apertura garantita anche per le farmacie di turno.
Solo in casi eccezionali, come l’adesione totale del personale e l’impossibilità di sostituzione, potrà verificarsi la chiusura temporanea, previa comunicazione alle autorità competenti.
Le farmacie sono inoltre obbligate a informare preventivamente i cittadini tramite avvisi esposti nei giorni precedenti.
Contratto scaduto e salari: le ragioni della protesta
Al centro della mobilitazione c’è il mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale, fermo dall’agosto 2024. Una situazione che ha generato crescente malcontento tra i lavoratori del settore.
Le principali richieste riguardano l’adeguamento degli stipendi al costo della vita, il recupero del potere d’acquisto eroso dall’inflazione e il riconoscimento delle competenze professionali.
Secondo i sindacati, le proposte avanzate finora dalle controparti non sono sufficienti a rispondere alle esigenze reali dei lavoratori.
Farmacia dei servizi: un ruolo cambiato ma non riconosciuto
Negli ultimi anni, le farmacie hanno assunto un ruolo sempre più centrale nel sistema sanitario territoriale. Con l’evoluzione della cosiddetta “farmacia dei servizi”, i farmacisti sono diventati un punto di riferimento per prestazioni sanitarie di base, screening e assistenza ai cittadini.
Tuttavia, questo cambiamento non si sarebbe ancora tradotto in un adeguato riconoscimento contrattuale.
Tra le richieste avanzate si evidenziano migliori condizioni su orari e turnazioni, maggiori tutele su maternità e malattia, investimenti nella formazione e modernizzazione dell’organizzazione del lavoro.
Possibili disagi ma accesso ai farmaci garantito
Nonostante la protesta, l’obiettivo resta quello di limitare i disagi per la popolazione. I farmaci e i servizi essenziali continueranno a essere disponibili, anche se con possibili rallentamenti.
La giornata del 13 aprile rappresenta quindi un momento cruciale per il settore, tra rivendicazioni sindacali e tutela della salute pubblica.























