La gestione dei rifiuti ingombranti è un tema complesso da sempre all’attenzione delle amministrazioni e il fenomeno del loro abbandono è purtroppo ancora molto frequente, non solo nel comune di Padova ma in tutto il territorio di riferimento del Consiglio di Bacino di Padova Centro.
Un malcostume che può comportare danni di natura ambientale, come alla qualità del suolo o delle acque, oltre a compromettere la qualità della vita e il senso di sicurezza degli spazi pubblici, generare costi elevati di pulizia e ad essere nocivo all’immagine delle nostre località.
Basti pensare che nel solo Comune di Padova da giugno 2024 a giugno 2025 sono state conferite nei Centri di Raccolta 4.179 tonnellate di rifiuti ingombranti, 972 tonnellate sono state ritirate a domicilio grazie a 34.395 prenotazioni e 52,7 tonnellate sono state raccolte durante i 18 sabati ecologici promossi in città.
A questi dati si devono aggiungere quelli dei rifiuti ingombranti: nello stesso periodo sono stati effettuati 37.647 interventi di rimozione, per un totale di 370 tonnellate di rifiuti raccolti.
Di questi ultimi interventi circa seimila sono stati effettuati a seguito di segnalazioni da parte di cittadini, i restanti sono stati realizzati dagli addetti di AcegasApsAmga a presidio del territorio.
A fronte di numeri così importanti i Comuni aderenti al Consiglio di Bacino di Padova Centro, insieme alla Provincia e ad ARPAV, hanno sottoscritto un apposito protocollo di intesa per avviare il progetto NO ALL’ABBANDONO DEI RIFIUTI, con lo scopo di mettere in campo in maniera sinergica attività di studio e vigilanza ambientale in tutto il territorio. Hanno sottoscritto il Protocollo, la Provincia di Padova e i Comuni di Padova, Abano Terme, Albignasego, Casalserugo, Ponte San Nicolò e Noventa Padovana, il cui sindaco Marcello Bano, non ha potuto essere presente questa mattina alla presentazione dell’accordo per un imprevisto dell’ultimo istante.
Il progetto nasce come progetto sperimentale per affrontare il problema in maniera attiva utilizzano un approccio integrato attraverso principalmente due attività:
– l’istituzione di una cabina di regia per svolgere attività di programmazione di azioni dedicate perché siano più incisive di quelle che già i comuni da anni adoperano. L’obiettivo è lo sviluppo di attività preventive di studio del fenomeno, mediante redazione di mappe degli abbandoni ed eventualmente anche di piattaforme webgis che individuino i punti di maggiore abbandono e di segnalazioni, informazione ed educazione ai propri cittadini sul tema della raccolta differenziata e dell’abbandono dei rifiuti, anche con interventi nelle scuole.
– l’istituzione di un tavolo tecnico permanente che insieme alla Polizia Locale di tutti i comuni e grazie al supporto di enti come ARPAV e Provincia possa operativamente portare avanti le attività di controllo e sanzione.
La direttrice del Consiglio di Bacino Padova Centro Laura Salvatore commenta: “L’abbandono dei rifiuti è un fenomeno che oltre ad essere pericoloso per l’ambiente è un onere per le amministrazioni e per i gestori, che si riversa poi sulla TARI e quindi sui cittadini. Con questo Protocollo allarghiamo le attività che già i comuni hanno in campo a tutto il territorio in maniera sinergica, andando a servire 290.000 abitanti. Nei prossimi mesi metteremo in campo in collaborazione con il gestore anche attività mirate di comunicazione ed educazione, per far conoscere i servizi già in essere e per sensibilizzare sempre più la popolazione.”
Samuele Grandin, dirigente della Provincia di Padova, aggiunge: “LA Provincia di Padova è molto sensibile alla questione e si avvale dell’importante supporto della Polizia Provinciale, un organo di polizia che da codice penale ha il compito di svolgere i controlli ambientali che attua in collaborazione con i comandi di Polizia Locale di tutti i comuni. Lavora in un territorio vasto e particolare e grazie alle sue dotazioni, come ad esempio mezzi 4×4 può arrivare laddove Polizia Locale e Carabinieri non arrivano. Proseguiremo questo lavoro a supporto dei comuni per sensibilizzare e sconfiggere un fenomeno purtroppo ancora troppo frequente.”
Stefania Tesser, dirigente Osservatorio Rifiuti APRPAV, dichiara: “L’abbandono è uno dei fenomeni che nella gestione dei rifiuti urbani viene rilevato molto spesso. ARPAV ritiene molto positivo questo Protocollo per tutte le tipologie di rifiuti che possono essere abbandonati. È fondamentale promuovere il fatto che il protocollo sia attivo anche per dare certezza del presidio del territorio, disincentivando la pratica. Allo stesso tempo questo progetto ha un a grande valenza comunicativa nel moment in cui alimenta la consapevolezza dei cittadini sul fatto l’abbandono non solo non è da perseguire ma anche da non tollerare; conoscere il contrasto al fenomeno fa sentire più tutelato chi vuole segnalare azioni scorrette.”
Andrea Ragona, assessore all’ambiente del Comune di Padova, commenta: “Padova è il Comune maggiormente interessato dal fenomeno, per numero di abitanti e estensione della superficie. I numeri che vediamo sono importanti e bisogna lavorare per abbatterli e farlo insieme ha un grande valore aggiunto. Spesso infatti chi abbandona lo fa nella convinzione che il sistema di raccolta del proprio comune non vada bene e pensando di non avere conseguenze abbandonando in quello a fianco. Ecco, in questo modo andiamo a moltiplicare il lavoro già in essere con l’obiettivo di individuare pratiche scorrette ma soprattutto di sensibilizzare sui servizi in essere.”
Federico Barbierato, Sindaco di Abano, dichiara: “Il lavoro insieme a tutte le altre istituzioni è di fondamentale importanza. Proprio venendo qui stamattina ho segnalato la presenza di rifiuti abbandonati in prossimità del confine tra Padova e Abano. La collaborazione che sanciamo con questo Protocollo rende da un lato più semplice intervenire e dall’altro pone una questione da non sottovalutare, ovvero quella economica, dato che il fenomeno incide molto sui PEF dei singoli comuni. A questo si aggiunge l’importante lavoro culturale che svolto in sinergia può essere molto più efficace.”
Valentina Luise, assessora all’ambiente ad Albignasego, aggiunge: “E’ da tempo che lavoriamo a questo Protocollo e siamo contenti di vedere l’avvio del progetto. Condividiamo totalmente lo scopo del lavoro e siamo convinti che l’azione di forza tra comuni contermini abbia molto più effetto soprattutto da un punto di vista comunicativo verso i nostri cittadini.”
Matteo Cecchinato, sindaco di Casalserugo, commenta: “Il Protocollo prevede il coinvolgimento della cittadinanza e questo è un elemento molto importante anche se spesso questo fenomeno riguarda più le aziende che non i singoli cittadini. Il lavoro di formazione e educazione è però strategico, anche verso le pratiche di segnalazione che sono molto preziose per il nostro lavoro.”
Leonardo Volpin, assessore all’ambiente di Ponte San Nicolò aggiunge: “Quello che emerge anche da chi mi ha preceduto è l’importanza del lavoro in sinergia tra comuni, unendo le forze e mettendo in rete attività importanti che ognuno di noi svolge. La cabina di regia e il tavolo tecnico ci permetteranno di istituzionalizzare iniziative e mettere in comune risorse a favore di un progetto più ampio di tutela di tutto il nostro territorio, anche provando a ridurre quei costi che per ogni comune sono significativi.”
Matteo Zanon, AcegasApsAmga, conclude: “Dal punto di vista del gestore, quindi dal lato operativo, posso dire che l’impegno per far fronte al fenomeno è molto oneroso per noi e questa iniziativa è ottima. Nel tempo la nostra azienda ha implementato alcuni servizi come la digitalizzazione delle segnalazioni e dei recuperi, che ci permette di mappare le zone più delicate, e il servizio di ritiro ingombranti gratuito che funziona e viene molto utilizzato. Lavoreremo per promuoverlo sempre di più anche per prevenire situazioni spiacevoli.”























