Editoriale di Gori Claudio (direttore@irog.it)
Il Veneto rappresenta un mosaico di città ricche di storia e opportunità, ma anche di sfide complesse. I sindaci dei capoluoghi sono chiamati a guidare comunità sempre più esigenti, bilanciando sicurezza, sviluppo economico, coesione sociale e difesa del territorio contro i cambiamenti climatici.
In questo editoriale ho tentato di analizzare il lavoro dei primi cittadini del Veneto, attribuendo un voto da 1 a 10. L’approccio è imparziale, ma con un occhio severo laddove la distanza tra promesse e risultati può apparire evidente.
Padova – Sergio Giordani (Voto: 5,8/10)
Padova, città universitaria e cuore pulsante dell’innovazione, avrebbe il potenziale per essere la locomotiva del Veneto. Tuttavia, la gestione amministrativa mostra alcune contraddizioni. Padova paga il prezzo di una gestione troppo sbilanciata sulla visibilità e apparentemente poco orientata a risolvere i problemi strutturali.
Padova si conferma un polo economico e culturale di livello nazionale ma sta perdendo la Fiera; la viabilità non è ottimale, con un mezzo SIR che non sembra la scelta più idonea dal punto di vista tecnologico (rispetto ad altre scelte di tipologia mezzi più avanzati, meno impattanti e più economici). L’amministrazione ha puntato su mobilità sostenibile, infrastrutture universitarie e attrattività internazionale ma le strade non appaiono curate a sufficienza tra buche e affossamenti vari.
Punti di forza
Visione strategico-culturale con Urbs Picta
Attenzione al polo universitario
Criticità
Ritardi cronici nei lavori pubblici, emblematico il caso del tram Sir1, con continui slittamenti che penalizzano i pendolari. Eccesso di apertura di nuovi supermercati e cementificazione che potrebbe essere ridotta.
Periferie apparentemente dimenticate: mentre il centro viene valorizzato, interi quartieri restano senza più chiari piani organici di riqualificazione.
Sicurezza urbana in calo: episodi di microcriminalità e degrado, soprattutto nelle zone attorno alla stazione e Arcella. L’estensione della Zona Rossa sembra dimostrarlo, anche a seguito dei risultati ottenuti grazie alle Forze dell’Ordine.
Vulnerabilità idrogeologica: da migliorare gli interventi preventivi contro gli allagamenti, nonostante gli eventi estremi siano sempre più frequenti e più prevedibili.
Comunicazione politica sbilanciata: grande attenzione all’immagine, da migliorare la trasparenza sugli errori e i ritardi.
Accoglienza abitativa: scarsa per gli universitari e difficilmente reperibile per le famiglie se non a costi spesso oltre la media.
Venezia – Luigi Brugnaro (Voto: 6,5/10)
Venezia è una città unica al mondo ma anche fragile. L’amministrazione ha gestito con fermezza il turismo di massa introducendo ticket e limitazioni.
Punti di forza
capacità di tenere alta l’attenzione internazionale
gestione del MOSE
continuità degli eventi culturali di interesse locale, nazionale e intercontinentale.
Criticità
rapporto complesso con i residenti
rischio spopolamento
necessità di una più chiara strategia sul cambiamento climatico a lungo termine.
Verona – Damiano Tommasi (Voto: 6,5/10)
Tommasi ha portato un approccio nuovo, basato su dialogo e inclusione, sebbene il dialogo con i cittadini debba essere migliorato ulteriormente.
Punti di forza
apertura sociale
visione culturale
attenzione alle fragilità sociale
Criticità
economia e sicurezza percepita ancora deboli
città meno attrattiva sul piano internazionale rispetto all’elevato potenziale
Vicenza – Giacomo Possamai (Voto: 7/10)
Sindaco giovane e pragmatico, punta a modernizzare la città e valorizzare il settore economico.
Punti di forza
Attenzione a mobilità e rigenerazione urbana
Ascolto dei cittadini
Apertura al dialogo trasversalmente politico e sociale
Attrattività turistica e universitaria in crescita.
Criticità
gestione della sicurezza urbana
necessità di un piano più solido contro i rischi idrogeologici
Treviso – Mario Conte (Voto: 8/10)
Treviso è una città in crescita, guidata da un sindaco che lavora molto sul decoro urbano e sull’identità culturale.
Punti di forza
promozione della città e attenzione al centro storico
costante contatto con i cittadini
credibilità politica e umana in costante crescita
Criticità: migliorare l’innovazione nei servizi sociali e e la strategia ecologica.
Belluno – Oscar De Pellegrin (Voto: 6,5/10)
Belluno è un territorio fragile dal punto di vista idrogeologico ma con forte potenziale di crescita turistico-economico e culturale.
Punti di forza
impegno sul sociale
vicinanza ai cittadini
Criticità
poche risorse
necessità di strategie forti contro il dissesto idrogeologico
spopolamento
Rovigo – Edoardo Gaffeo (Voto: 6/10)
Rovigo fatica a trovare una collocazione strategica nel Veneto, da sempre in un’area geografica industrialmente svantaggiata rispetto agli altri capoluoghi del Veneto.
Punti di forza
attenzione alla comunità
disponibilità al dialogo
Criticità
economia debole
poca attrattività
infrastrutture migliorabili
necessità di più investimenti per la sicurezza idrogeologica.
Concludendo, il quadro che emerge dai capoluoghi del Veneto, agli occhi di chi scrive, è variegato: alcuni sindaci hanno saputo imprimere una direzione chiara, altri arrancano tra emergenze e mancanza di visione strategica.
Padova rappresenta il caso più emblematico: nonostante il potenziale straordinario di città universitaria e polo economico, continua a pagare errori o confusioni nella programmazione, discutibile attenzione alla sicurezza urbana e lentezza cronica nelle opere pubbliche. Il rischio è che il capoluogo euganeo perda la sua leadership regionale, diventando più una città vetrina che una città vivibile.
Al contrario, città come Verona e Vicenza stanno dimostrando dinamismo e capacità di rinnovamento, mentre Venezia resta sospesa tra il peso del turismo globale e le necessità dei residenti. Rovigo ha poche possibilità di maggiore sviluppo ad oggi, Treviso è destinata ad un miglioramento costante della qualità della vita e di attenzione locale al sociale.
La vera sfida comune? Integrare politiche di sicurezza, coesione sociale e tutela idrogeologica in un quadro di lungimiranza politica. Senza questa visione, il Veneto rischia di restare un territorio frammentato, incapace di affrontare le sfide del cambiamento climatico e della modernità.
Nonostante qualsiasi valutazione o interpretazione sia personale o soggettiva o criticabile, è indubbio che ai sindaci spetta il compito di riportare i cittadini al centro delle politiche, abbandonando logiche di facciata per garantire soluzioni concrete e durature.























