Un nuovo fronte polemico si apre intorno alla figura di Ilaria Salis, attivista italiana recentemente eletta europarlamentare, al centro di un duro attacco da parte della senatrice di Fratelli d’Italia Ester Mieli, che in una nota ha commentato con parole dure l’iniziativa lanciata dal centro sociale Boccaccio di Monza, luogo storicamente legato alla militanza di Salis.
Secondo quanto riportato dal quotidiano Libero, il centro sociale avrebbe promosso un “corso di base per l’abolizione delle forze di polizia”, scatenando reazioni indignate dal fronte politico di centrodestra.
«Ilaria Salis, nota come occupante di case altrui, ora diventa anche promotrice di corsi anti-polizia? – afferma Mieli – L’ultima vergogna arriva da Monza, dove il centro sociale Boccaccio, quello fondato da lei stessa, organizza un vero e proprio progetto contro le divise».
Un’accusa pesante, quella della senatrice di Fratelli d’Italia, che vede in questa iniziativa un attacco diretto alle istituzioni e alle donne e uomini delle forze dell’ordine, il cui lavoro è – sottolinea Mieli – fondamentale per la tenuta civile del Paese.
«Noi siamo dalla parte delle forze dell’ordine, le ringraziamo per il lavoro che svolgono quotidianamente per tutti, mettendo a repentaglio la propria incolumità», conclude la senatrice, ribadendo la posizione netta del partito di Giorgia Meloni in difesa dell’apparato di sicurezza nazionale.
Al momento Ilaria Salis non sembra avere rilasciato dichiarazioni in merito alla polemica né confermato alcun coinvolgimento diretto nell’organizzazione del corso citato. Tuttavia, il centro sociale Boccaccio è da anni noto per le sue attività legate ai movimenti autonomi, antiautoritari e antifascisti, posizioni spesso critiche nei confronti delle forze di polizia e delle istituzioni.
La questione si inserisce in un dibattito più ampio sul ruolo dei centri sociali e sulle recenti elezioni europee che hanno visto Salis entrare nel Parlamento europeo tra le fila di Alleanza Verdi-Sinistra. La sua figura, già fortemente polarizzante per il processo subito in Ungheria, torna così al centro del confronto tra destra e sinistra.























