La data è ufficiale: il prossimo 7 maggio avrà inizio il Conclave che porterà all’elezione del nuovo Pontefice. Dopo giorni di intense riunioni, i cardinali riuniti in Vaticano hanno stabilito il calendario che guiderà una delle cerimonie più solenni e cariche di storia della Chiesa cattolica.
Come da antica tradizione, prima dell’inizio delle votazioni, il maestro delle Celebrazioni liturgiche pontificie pronuncerà il rituale “Extra omnes” – l’invito a lasciare la Cappella Sistina rivolto a tutti coloro che non partecipano al Conclave – sancendo così la chiusura ermetica dei cardinali elettori al mondo esterno.
Saranno poco più di un centinaio i cardinali con diritto di voto, scelti tra i membri del Collegio sotto gli ottant’anni di età, a ritirarsi nella maestosa Cappella affrescata da Michelangelo. Lì, sotto lo sguardo dei grandi maestri dell’arte sacra, si svolgeranno gli scrutini quotidiani, scanditi da quattro votazioni al giorno, per cercare il consenso sui candidati.
L’iter seguirà rigorosamente le disposizioni della Costituzione apostolica Universi Dominici Gregis, emanata da Giovanni Paolo II e successivamente aggiornata. Le norme prevedono che per l’elezione siano necessari almeno i due terzi dei voti espressi, e nel caso in cui si superino 33 votazioni senza un esito, si procederà a un ballottaggio finale.
La giornata del 7 maggio sarà inaugurata dalla solenne celebrazione della Messa “pro eligendo Pontifice”, nella Basilica di San Pietro, alla quale parteciperanno tutti i cardinali. Successivamente, in processione e pregando il Veni Creator Spiritus, i porporati si avvieranno verso la Sistina per prestare il giuramento di segretezza e fedeltà.
Il tempo necessario per la scelta resta incerto. Alcuni cardinali auspicano una decisione rapida, anche alla luce del Giubileo in corso, mentre altri prevedono riflessioni più lunghe, vista la diversità culturale del Collegio cardinalizio, oggi più globale che mai.
Una volta raggiunta l’elezione, il neo Papa sarà invitato ad accettare l’incarico e a scegliere il proprio nome pontificale. Dopo l’accettazione, la tradizionale fumata bianca annuncerà al mondo che la Chiesa ha di nuovo il suo Pastore.
Il momento culminante sarà l’“Habemus Papam”, proclamato dal cardinale protodiacono dalla Loggia centrale della Basilica Vaticana. In pochi istanti, milioni di fedeli da ogni parte del globo alzeranno lo sguardo a San Pietro, in attesa di vedere il successore di Pietro affacciarsi per impartire la solenne benedizione Urbi et Orbi.
In questi giorni, Roma si prepara ad accogliere i pellegrini e i giornalisti da tutto il mondo, mentre cresce l’attesa per un evento che ancora una volta segnerà la storia.






















