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VESPA PRIMAVERA – LA STORIA

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La prima versione di Vespa Primavera, modello che sarebbe diventato un classico intramontabile, esordì al salone milanese del Motociclo nel 1967 e fu una rivoluzione: piccola, agile, spinta da un motore brillante, Primavera mise le ali a più generazioni e rimase ininterrottamente in produzione fino al 1982, diventando un modello mitico ma anche uno dei più clamorosi successi commerciali nella storia di Vespa.

Vespa Primavera

Dopo la presentazione milanese Vespa Primavera arriva sul mercato nel 1968, riassumendo in sé caratteristiche uniche e vincenti che erano state incarnate, in precedenti stagioni, da più modelli Vespa. Ecco perché anche la prima Primavera, quella del 1968 ha un albero genealogico alle spalle. Piccola ma potente Vespa Primavera condensò in sé tutte le qualità che servivano a motorizzare una generazione di giovani che, proprio a partire da quell’anno, si mosse alla ricerca dei suoi spazi, della sua libertà.

La prima Vespa che, rompendo con l’immagine “tranquilla” fino ad allora offerta, si presentò con anima e prestazioni sportive fu la GS del 1955. Nata dall’esperienza del Reparto Corse Piaggio (che per tutti gli anni ’50 sfidò in Vespa le motociclette italiane e straniere nelle gare di regolarità, spesso battendole) la GS fu un punto di svolta nella storia di Vespa: veloce (sorpassava i 100 km/h), innovativa (primo cambio a 4 marce), sicura (grazie alle ruote cresciute fino ai 10”).

La Vespa 50 del 1963 fu invece la pietra miliare che introdusse nella famiglia Vespa il concetto di “scocca piccola”. Un telaio più piccolo, più agile e giovane che, nato nella minima cilindrata dimostrò subito di non poter resistere alla tentazione di crescere in cilindrata e prestazioni.

Nasce così, nel 1966, la Vespa 90 SS, serie speciale derivata dalla Vespa 50 è caratterizzata dal bauletto posto tra la sella e lo sterzo per favorire la guida “distesa”. Il manubrio sportivo è stretto e basso, sono radicalmente nuovi anche il parafango e lo scudo, rastremati per favorire la velocità. Con soli 90 cc di cilindrata, raggiungeva i 93 Km/ora.  Sempre nel 1966 nasce la “Nuova 125”, che adotta la scocca piccola, nata con la “Cinquanta” e adotta – prima volta per la cilindrata 125, ruote da 10”.

Vespa ET3 125

Passata la metà dei ruggenti Sixties tutto è pronto perché nasca la Vespa più giovane, quella che sappia sintetizzare in sé tutte le doti di freschezza e velocità fino allora divisi tra modelli diversi.

Vespa Primavera diventa subito il sogno di ragazzi e ragazze più giovani. I sedicenni rimangono affascinati dall’incremento di prestazioni del motore rispetto alla “Nuova 125”. La maneggevolezza e lo scatto da fermo contribuiscono, insieme all’eleganza e alla leggerezza amate dalle ragazze, a costruirne lo straordinario successo commerciale. Vespa Primavera rimarrà in listino per ben 15 anni e sarà affiancata, nel 1976, dalla versione Primavera ET3, un modello caratterizzato dall’accensione elettronica, i tre travasi sul cilindro, da una nuova marmitta allungata ripresa dalla 90 SS, dalla chiave di contatto sul manubrio. Tutto si traduce in prestazioni ancora superiori, a rinverdire il mito di sportività della Primavera.

Vespa Primavera rinasce nel 2013 facendo propri tutti i valori che decretarono il successo della prima versione. Giovane, innovativa, tecnologicamente all’avanguardia, agile e dinamica, attenta alla salvaguardia dell’ambiente nel quale è parte, Vespa Primavera ritorna protagonista del proprio tempo, ereditando tutta la freschezza e la gioia di vivere della sua progenitrice.