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PADOVA, FERRAGOSTO IN PRATO DELLA VALLE TRA GUELFI E GHIBELLINI

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Editoriale di Gori Claudio

Fuochi d’artificio di ferragosto, show pirotecnico cittadino e lampo di aggregazione della comunità; festeggiamenti praticati ovunque, accompagnati da spettacoli musicali o allietati da interventi di personaggi dello show-business: dalla riviera romagnola alle isole, dai laghi alle città di qualsivoglia importanza turistica; dalle terme ai monti. Tutto lo Stivale in effervescenza.

Ferragosto, giornata di festa collettiva e sociale che trae origini dall’antica Roma, assorbita successivamente nelle tradizioni cattoliche: nata per il riposo dell’imperatore romano Ottaviano Augusto, feriae Augusti, nel 18 a.C.; una celebrazione per la fine dei lavori agricoli e quale dedica al dio Conso, venerato per fertilità e rappresentanza della terra. Si organizzavano spettacoli, rivestendo gli animali da tiro con fiori, si praticavano spettacolari corse di cavalli. Origini festaiole e di riposo, di adorazione e appagamento dopo sforzi per la coltura e l’allevamento. Dal VII secolo la Chiesa cattolica celebra l’Assunzione di Maria in cielo, con l’anima e il corpo.

Padova, per grazia meteorologica, ha festeggiato ieri con i suoi fuochi nella magnifica e scenografica piazza di Prato della Valle, ritenuta la più grande d’Europa.

Padova è stata ostaggio di un tempo instabile che ha minacciato, fino all’ultimo istante, con pioggia e vento l’annullamento dell’evento. Alle ore 21:00 era previsto l’inizio con musiche in piazza, a seguire i fuochi alle ore 23:30: il tempo è stato clemente ed ha concesso lo svolgimento della festa. Dopo circa mezz’ora dalla data prevista di inizio, l’Assessore del Comune di Padova Matteo Cavatton confermava la festa, sebbene con un piccolo ritardo dovuto alla intimidazione del maltempo.

Quest’anno la tendenza, annunciata nei giorni precedenti, è stata un maggiore rigore e rispetto per gli animali, attenuando i toni e volumi delle musiche e dei botti, saltando i tre finali di chiusura fuochi. Inoltre non è stata prevista la presenza di Big, allo scopo di devolvere l’importo risparmiato in beneficenza alle famiglie complite dal tornado nella Riviera del Brenta lo scorso 8 luglio. Festa e beneficenza, accoppiata d’esempio per molte altre località. Una moderazione della Festa per il rispetto di abitanti e animali era stato anticipato anche in una intervista dal vice sindaco di Padova, Eleonora Mosco: “…un giusto contemperamento tra le esigenze dei residenti e dei piccoli cuccioli di animali…”.

Caratteristica tutti italiana è, spesso, lo schieramento di Guelfi e Ghibellini: ciascuno prende una posizione e, mano alla tastiera, inizia la festa parallela, tutta digitale e social: l’opinione di coloro che, avendo assistito ai fuochi o ricevuta notizia in differita da fonti ritenute sicure, si ergono ad esperti allenatori a partita terminata. I quadratini delle tastiere iniziano vorticosamente ad essere premute da polpastrelli spesso di ignoti o attendibili profili, a volte semplici fake, dando sfogo a legittimi post di apprezzamento o mancata soddisfazione.

Ogni anno la stessa melodia: volumi dei fuochi e della musica troppi alti o troppo bassi, fuochi bellissimi o meno apprezzati rispetto gli anni precedenti, soldi buttati via e soldi ben spesi, gradito risparmio della spesa e “Soldi buttati in fumo aiutare chi ha perso il lavoro no?”, “Pochi ma buoni”, “Mi fermo a scrivere due cose perché trovo idiozia pura ogni commento dell’opposizione con commenti ridicoli tipo quanto sono costati… Tutto ha un costo ma se non capite che un investimento popolare porta alla piazza, alla città gente (gente uguale consumo, per esercenti dei locali, ristorazione ecc. ecc. è fonte di guadagno quindi di forza lavoro) come si fa a non capire certe cose… Ogni città che crea eventi ha un ritorno economico triplicato ma a Padova sembra che questo concetto sia impossibile da capire… Sottolineo se la città non crea eventi è una città morta se li crea sperpera soldi … Come farà Padova a trovare equilibrio se non c’è neanche ragionamento“, “Fuochi da sbadigli” e “Fuochi bellissimi”. Apprezzabile il commento “Sono disabile e avete organizzato per quelli come me, fuochi meravigliosi, ci sarò. Grazie”.

Il bagno non è stato piovano ma di folla, circa 40.000 persone, dei 100.000 previsti per complicità atmosferica, che hanno festeggiato e trascorso in Piazza un ferragosto meno afoso ma comunque festaiolo e di svago lasciando acidità e stress ai prossimi 12 mesi.

Accontentarsi ed essere felici per una sera è oggi cosa rara; passare con la famiglia o amici una festa in città, anche pensando a coloro che non possono permettersi una vacanza ed ai turisti, per alcuni sembra tradizione preistorica: tutti nobili e nessun plebeo, tutti colmi di certezze e verità ma nessuna umiltà manifestata con serenità e audacia.

Per tutto il resto c’è una nota Card, ma anche questa oggi è un lusso.

Smile & Take it Easy.